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| 06 ott 2023 | 13:21

“Situazione disastrosa, il lago di Serraia sta morendo”. L’appello del Comitato alla politica in vista delle elezioni: “L’autonomia deve servire a tutelare il nostro territorio”

Il Comitato per la tutela e la valorizzazione dei laghi di Serraia e di Piazze sull’Altopiano di Pinè ha realizzato un documento di impegni rivolto alle forze politiche, in occasione delle provinciali di ottobre, chiedendo in poche parole di sottoscrivere uno sforzo preciso per la salvaguardia degli specchi d’acqua, dove la situazione è sempre più complicata

TRENTO. “La situazione è arrivata ad un punto disastroso, l’eutrofizzazione sta continuando da 30 anni e il 2023 è stato un anno terrificante perché, per la prima volta, a dominare la fioritura algale è stata la Microcystis aeruginosa, un cianobatterio particolarmente pericoloso per le acque dolci”. Sono queste le parole con le quali Fulvio Mattivi, presidente del Comitato per la tutela e la valorizzazione dei laghi di Serraia e di Piazze sull’Altopiano di Pinè, descrive la situazione nei due specchi d’acqua, mentre da settimane ormai il lago di Serraia è off-limits sia per la balneazione che per la pesca (ed il consumo di prodotti ittici, Qui e Qui Articolo).

 

 

Il problema, spiega Mattivi a il Dolomiti, si trascina da decenni (con un’eutrofizzazione, un processo degenerativo delle acque indotto da eccessivi apporti di sostanze ad effetto fertilizzante, come azoto e fosforo, che sta continuando ormai dagli anni '90) e che ha portato il Comitato stesso a lanciare un appello ai candidati presidenti in vista delle prossime elezioni provinciali, chiedendo “un impegno preciso per la salvaguardia del lago di Serraia, quest’anno (dopo quasi 30 anni di eutrofizzazione e mancate azioni) ridotto oggi in condizioni disastrose. L’anno 2023 è stato l’anno del disastro, non è immaginabile che si permetta che possa ripetersi. Occorre agire con decisione e subito. Abbiamo chiesto ai candidati di sottoscrivere il nostro documento dandoci riscontro entro il 18 ottobre”.

 

 

Un tentativo, dice ancora Mattivi di portare la problematicanell’agenda politica dell’Amministrazione, visto che i problemi del lago di Serraia e di Piazze sembrano sia rimasti ‘periferici’, per così dire. Ma una Provincia autonoma come quella di Trento non può trovarsi con un lago in codice rosso per eutrofia e trattare il tutto come normale amministrazione. L’autonomia deve servire anche a tutelare il nostro territorio e l’ambiente. La fioritura di Microcystis quest’anno è iniziata presto, il 2 agosto, ma il divieto di balneazione è arrivato solo l’8 settembre: dobbiamo tenere presente che si tratta di una specie in grado di produrre tossine, dette microcistine, con un effetto epatotossico su mammiferi, uccelli e pesci ed effetti negativi anche sull’uomo. E la problematica non si limita solo al lago ma anche al torrente Silla, la cui quasi totalità dell’acqua arriva in uscita proprio dal Serraia, e che scorre poi tra campagne ed orti. Sul sito dell'Azienda sanitaria ad oggi (6 ottobre) risultano caricati i dati solo fino al mercoledì 6 settembre 2023, quando il lago di Serraia risultava balneabile. Da venerdì 8 settembre però il lago stesso, come detto, è stato dichiarato non balneabile e la pesca ed il consumo di pesce sono stati interdetti. Ci saremmo aspettati una campagna informativa verso la popolazione. Non basta mettere un divieto di balneazione e pesca, occorre anche che l'Azienda sanitaria (o altre autorità pubbliche) non si limitino al minimo sindacale ma finalmente informino i cittadini sulla reale situazione e sui comportamenti da evitare". 

“Il Comitato tutela laghi – si legge nel documento inviato alle forze politiche – è impegnato da due anni nella denuncia della grave situazione in cui versano i due laghi dell’Altopiano di Pinè, nella messa a disposizione di studi, approfondimenti tecnici e scientifici e nella formulazione di proposte concrete ed operative. Il Comitato ritiene fondamentale un sempre più attento ruolo delle pubbliche amministrazioni nella analisi delle cause dei fenomeni di degrado e nella formulazione e attuazione di concrete proposte di affronto. Il Comitato ritiene infatti necessario superare l’approccio fin qui perseguito, i cui limiti ed esiti fallimentari sono resi evidenti dalla drammatica fioritura algale in corso, anche in relazione ai danni biologici, economici e di reputazione che questa sta determinando”.

Proprio per questo vengono elencati una serie di impegni, sia per quanto riguarda il coinvolgimento del Comitato stesso (e dei soggetti scientifici e tecnici del territorio, Fem, Muse e UniTn in primis) nella trattazione delle problematiche dei laghi, che per la realizzazione degli interventi previsti dal “patto per i laghi” sottoscritto con le amministrazioni comunali dell’altopiano. Altro tema riportato dal Comitato per la tutela dei laghi quello dei limiti ai pompaggi e allo sfruttamento idroelettrico del sistema idrografico di Pinè: “Tematica da noi ritenuta imprescindibile per il risanamento del lago, sul quale non abbiamo finora trovato adeguata attenzione e disponibilità a mettere in discussione le consolidate ma sempre meno sostenibili linee di indirizzo provinciali. Siamo infatti convinti che i pompaggi, pur non essendo causa primaria dell’eutrofia, ne sono però un aggravante perché innalzano la temperatura del lago e ne impediscono l’autodepurazione verso l’ormai morente Silla, che a sua volta deve essere risanato”.

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