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Fosforo, azoto, potassio e il cianobatterio Microcystis aeruginosa: situazione sempre più critica per il Lago di Serraia. "Urgono interventi urgenti" il grido d'allarme del Comitato dei Laghi

Entro il 2027 il bacino dovrebbe raggiungere lo "stato ecologico buono" ma l'obiettivo sarà quasi impossibile. "Nei laghi eutrofici dove è presente viene attenzionato dalle Aziende Sanitarie, come nel caso di Lugano, dove è stata vietata la balneazione. Auspichiamo venga coinvolta la Fondazione Mach".

 

Di D.L. - 07 settembre 2023 - 16:56

BASELGA DI PINE'. Il Lago di Serraia è in condizioni critiche e i recenti rilievi dell'Appa (Agenzia Provinciale per la protezione dell'ambiente) confermano quanto emerso dalle analisi effettuate nel 2022: la situazione sta peggiorando, a dispetto di una percezione generale di miglioramento.

Ecco, allora, che raggiungere l'obiettivo di “stato ecologico buono” entro il 2027 (APPA ricorda che trattasi non di una volontà, ma di un obbligo) sarà quasi impossibile ma, allo stesso tempo, è un qualcosa “d'imprescindibile, per il Comitato, ma per farlo richiede la messa a terra urgente degli interventi urgenti previsti”.

 

Il Comitato in questione è quello per la tutela e la valorizzazione dei laghi di Serraia, Piazza e relativi ecosistemi (o Comitato dei Laghi) che spiega come la situazione del lago sito sull'Altopiano di Pinè sia diretta conseguenza dello stato in cui versano i due maggiori immissari del bacino, il Foss Maestro e il Rio Crede, nelle cui acque la presenza di fosforo, azoto e potassio sia superiore a quanto previsto dalle norme attualmente in vigore.

 

“Il Comitato – prosegue la nota diffusa dal presidente Fulvio Mattivi – appoggia qualsiasi azione utile a ridurre l'ingresso di nutrienti e rimuovere quelli già presenti ne lago, soprattutto il fosforo. La proposta avanzata e recepita nel Patto dei Laghi è quella d'installare due zone di fitodepurazione”.

 

Ma non è finita qui, perché nel corso del 2023 nelle fioriture algali, che ancora oggi infestano il lago della Serraia, tutti i campionamenti effettuati hanno portato al rilevamento di Microcystis aeruginosa e Woronichinia naegeliana, due cianobatteri particolarmente pericolosi per le acque dolci.

 

A destare soprattutto preoccupazione – si legge nel comunicato - è il rinvenimento stabile nelle fioriture algali di Microcystis aeruginosa, un cianobatterio che può formare fioriture algali dannose sotto il profilo economico ed ecologico. Basti pensare che i laghi eutrofici dove è presente viene attenzionato dalle Aziende Sanitarie, come nel caso di Lugano, dove è stata vietata la balneazione. In Trentino, presso la Fondazione Mach, esiste un laboratorio all'avanguardia sulle cianotossine legali che, ci auguriamo, venga coinvolto ufficialmente per gli studi del caso”.

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