Cambiare il modo di costruire per 'risparmiare' risorse idriche, ecco il progetto dei Rotary trentini capitanato dai presidenti Bortolotti, Tononi e Passardi
"L’attuale prassi edificatoria comporta che il territorio venga 'impermeabilizzato' mediante la realizzazione di caseggiati, piazzali, strade o tettoie e che il servizio pubblico si preoccupi di intercettare e convogliare tutte le acque al corpo idrico più vicino attraverso la rete delle acque bianche". Prassi che comporta differenti problemi, evitabili se solo "cambiassimo il nostro modo di costruire". Ecco il progetto dei Rotary Club trentini

TRENTO. Si è tenuta ieri, 21 giugno, una serata per 'sensibilizzare' le istituzioni in materia di sostenibilità ambientale. Tre Rotary club trentini, a nome di tutti, hanno delineato un progetto che guarda al futuro, nel tentativo di preservare preziose risorse come l'acqua. "L’attuale prassi edificatoria comporta che il territorio venga 'impermeabilizzato' - anticipa Roberto Bortolotti, presidente del Rotary Club Valsugana, a Il Dolomiti - mediante la realizzazione di caseggiati, piazzali, strade o tettoie e che il servizio pubblico si preoccupi di intercettare e convogliare tutte le acque al corpo idrico più vicino attraverso la rete delle acque bianche". Prassi che comporta differenti problemi, evitabili se solo "cambiassimo il nostro modo di costruire".
A raccontare il progetto ci hanno pensato coloro i quali lo hanno ideato e delineato, come il geologo Lorenzo Cadrobbi, nel corso di una serata tenutasi a Levico Terme alla presenza di sindaci e tecnici comunali provenienti da ogni 'angolo' del Trentino.
Presenti alla serata, in rappresentanza di tutti i club della Provincia, i presidenti dei Club Rotary Trentino Nord, Trento e Valsugana, Corrado Tononi, Alessandro Passardi e Roberto Bortolotti. Un evento seguito da molte amministrazioni comunali ed enti del territorio, fra cui il sindaco di Pergine, la sindaca di Civezzano Katia Fortarel, l’assessora del Comune di Trento Monica Baggia, la vicesindaca del Comune di Tenna Loredana Camin e l’Assessore Franzini, l’assessora Passamani del Comune di Calceranica, i responsabili tecnici degli uffici comunali e il geologo Lorenzo Cadrobbi che ha seguito alcuni aspetti del progetto assieme ad altri professionisti ed esperti.
Presente anche il presidente dell’Apt Valsugana Denis Pasqualin che ha espresso molto interesse per il progetto trattandosi di un iniziativa che interpreta perfettamente la filosofia intrapresa da diversi anni dall’Apt dedicata alla creazione di una offerta turistica rigorosamente attenta alla tutela della natura ed alle sue risorse.
Tutto è nato a partire dalla riflessione sulla prassi relativa all'impermeabilizzazione del territorio, dalla quale conseguono tre problemi: "Oltre a comportare un impoverimento delle falde, si può assistere anche ai cosiddetti fenomeni di idropeaking (quando laghi e fiumi vengono investiti improvvisamente da una grande quantità d’acqua con rischi di erosioni ed esondazioni ndr) - prosegue Bortolotti nel racconto -. In più, vanno considerati anche gli importanti costi di gestione e la necessità di investimenti sempre più consistenti per l'adeguamento della rete fognaria".
Per questo, i Rotary club Trento, Valsugana e Trentino nord hanno deciso di proporre "una possibile e facile soluzione. Una corretta gestione delle acque può trasformare una prassi potenzialmente dannosa in un vero e proprio giovamento per la risorsa idrica". In particolare, si tratterebbe di prevedere, laddove possibile, "l'accumulo delle acque piovane per un loro riutilizzo a fini irrigui o per altri utilizzi domestici e la loro reimmissione nel sottosuolo attraverso strutture disperdenti".
La volontà dei Rotary Club trentini, accanto agli esperti che hanno preso parte al progetto, è quindi quella di 'suggerire' a sindaci e tecnici "una modifica dei regolamenti comunali che preveda sistemi di accumulo d'acqua da riutilizzare a fini irrigui o per altri usi domestici e, dove possibile sulla base delle indicazioni del geologo, l'obbligatorietà di realizzazione di sistemi di dispersione in loco delle acque piovane in occasione di nuove costruzioni o pavimentazioni o di ristrutturazione delle esistenti, facendo specifico riferimento alla situazione idrogeologica dei luoghi ed alle indicazioni o prescrizioni della Carta di sintesi della pericolosità e della Carta delle risorse idriche della Provincia di Trento", conclude Bortolotti.


















