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| 03 ago 2023 | 13:22

Clima, mai così caldo negli ultimi 1.200 anni: la conferma dallo studio degli anelli degli alberi. “La fase calda medievale era più fredda di quella attuale”

Il report, pubblicato su Nature, è stato coordinato dall'Università degli studi di Padova e dall'Istituto federale svizzero di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio: grazie alle misurazioni effettuate sugli anelli degli alberi in Scandinavia, i ricercatori hanno confermato nuovamente come quello che stiamo vivendo sia un periodo di riscaldamento “senza precedenti”

Clima, mai così caldo negli ultimi 1.200 anni: la conferma dallo studio degli anelli degli alberi

PADOVA. “La fase calda medievale era più fredda di quanto si pensasse e il riscaldamento attuale è senza precedenti negli ultimi 1200 anni”. È questo, in sintesi, quanto emerso da un nuovo studio internazionale pubblicato su Nature e coordinato dall'Università degli studi di Padova e dall'Istituto federale svizzero di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (Wls). Come sono arrivati i ricercatori a questa conclusione? Grazie alle misurazioni effettuate sugli anelli di ben 188 pini silvestri in Scandinavia. Ma procediamo con ordine.

 

Come già riportato (Qui Articolo), il periodo medievale ha visto susseguirsi, nel corso dei secoli, un periodo di riscaldamento (il cosiddetto optimum climatico medievale o periodo caldo medievale, tra il nono ed il quattordicesimo secolo) e successivamente una fase fredda (la piccola era glaciale, o Peg, fino alla fine del 1800). Proprio la prima di questa fasi, quella più mite, è stata caratterizzata da un “insolito riscaldamento”, spiegano gli esperti dell'Università di Padova, rappresentando un “rompicapo per i ricercatori” visto che alcune ricostruzioni climatiche, prodotte proprio tramite lo studio degli anelli degli alberi, sembravano indicare “temperature anche più elevate di quelle attuali” (un'ipotesi circolata abbondantemente nel mondo negazionista per 'dimostrare' come il cambiamento climatico attuale sia sostanzialmente frutto di cicli naturali più che delle conseguenze dell'attività umana).

 

“Non esisteva però – scrivono i ricercatori – una spiegazione fisica plausibile in grado di giustificare tale riscaldamento eccezionale. I modelli climatici, infatti, indicato per il periodo caldo medievale temperature sì miti, ma non così elevate”. Grazie al nuovo studio però, ora gli esperti sono riusciti a ricomporre il puzzle: la fase calda medievale è stata più fredda di quanto si pensasse.

 

“Le ricostruzioni climatiche precedenti – spiega Marco Carrer, del dipartimento territorio e sistemi agro forestali dell'Università di Padova – si basavano sull'ampiezza o densità degli anelli degli alberi. Tali misure dipendono molto dalla temperatura, ma a volte subentrano altri fattori in grado di influire sull'ampiezza o densità di un anello. Insieme ad altri ricercatori abbiamo prodotto una nuova ricostruzione climatica basata su un metodo innovativo e particolarmente preciso per estrarre dagli alberi informazioni sulle temperature pregresse. A differenza dei lavori precedenti, i nuovi risultati portano alla stessa conclusione dei modelli climatici: il periodo caldo medievale, almeno per la Scandinavia, area da cui provengono gli alberi studiati, era più freddo di quanto si pensasse”.

 

In altre parole: il riscaldamento attuale si riconferma al di fuori dell'intervallo di fluttuazioni naturali delle temperature negli ultimi 1200 anni. Per lo studio, come anticipato, è stato utilizzato un nuovo metodo che consente di misurare direttamente lo spessore delle pareti cellulari delle cellule del legno. “Ogni singola cellula in ogni anello – spiega il primo autore dello studio e ricercatore del Wls Jesper Björklund – registra informazioni climatiche relative al momento della sua formazione. Analizzando centinaia, talvolta migliaia di cellule per anello, è possibile ottenere informazioni climatiche straordinariamente precise”.

 

In particolare, per questa indagine i ricercatori hanno misurato le pareti cellulari di 50 milioni di cellule provenienti da 188 pini silvestri vivi e morti. I loro anelli annuali coprono, appunto, un periodo di circa 1200 anni. Sulla base di queste misurazioni, i ricercatori hanno quindi ricostruito le temperature estive nella regione e le hanno confrontate con le simulazioni dei modelli climatici regionali sia con le precedenti ricostruzioni basate sulla densità degli anelli annuali. “Il risultato è chiaro – scrivono gli esperti – le temperature dei modelli e quelle ricostruite dalle cellule legnose coincidono. Ora ci sono quindi due fonti indipendenti che indicano come le temperature medievali fossero più basse di quanto si pensava in precedenza. All'opposto, si conferma che il riscaldamento attuale è senza precedenti, almeno nell'ultimo millennio”.

 

"Questi risultati – conclude Carrer – da una parte contribuiscono ad avere fiducia nelle proiezioni dei modelli climatici e dall'altra sottolineano, in parte, il ruolo chiave delle attività antropiche nel determinare la fase di riscaldamento che stiamo sperimentando attualmente”.

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