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| 30 mar 2023 | 17:20

"Con 50 ettari di terreno possibile recuperare 30 milioni di metri cubi di acqua all'anno", la proposta di Europa Verde: "Grazie ai boschi si può combattere la siccità"

La proposta della consigliera Cristina Guarda: “Creando delle aree forestali di infiltrazione nelle zone di alta pianura, durante i periodi di piogge intense queste riuscirebbero a raccogliere e conservare l'acqua che poi verrà piano piano assorbita e convogliata in falda”

"Con 50 ettari di terreno possibile recuperare 30 milioni di metri cubi di acqua all'anno"

VICENZA. Combattere la siccità grazie ai boschi creando opportunità per gli agricoltori. E’ questo il progetto portato in Consiglio regionale dalla consigliera di Europa Verde Cristina Guarda, raccontando “la scoperta della commissione agricoltura, grazie ad IPA Alto Vicentino, di una alternativa straordinaria agli investimenti mastodontici per soli grandi bacini e laghetti”.

 

Si tratta in realtà di una sperimentazione già avviata: “Grazie alla sperimentazione del Consorzio Brenta e Veneto Agricoltura, è possibile conservare 1 milione di metri cubi di acqua all'anno, usando 1 solo ettaro di terreno e con un costo iniziale fra i 10mila e i 15mila euro”, rivela la consigliera.

 

“Creando delle aree forestali di infiltrazione, nelle zone di alta pianura, da quella veronese a quella del Piave, durante i periodi di piogge intense queste aree riuscirebbero a raccogliere e conservare l'acqua che poi verrà piano piano assorbita e convogliata in falda”. 

 

Dove trovare gli ettari necessari e come far sì che il tutto venga monitorato? “Lo si potrebbe fare da un lato proponendo un’opportunità economica agli agricoltori – fa notare Guarda - pagando loro all'anno l'uso del terreno messo loro a disposizione. Dall’altra invece attivando sistemi di assistenza e controlli periodici della qualità dell'acqua”.

 

Un’iniziativa che consentirebbe di “evitare che molti metri cubi di acqua ci sfuggano velocemente verso il mare, utilizzandoli per acquedotti, agricoltura e per garantire risorse idriche a torrenti e fiumi”, cruciale soprattutto in tempi di siccità. 

 

“Con un investimento totale di 1.5 milioni di euro per 50 ettari, IPA Alto Vicentino calcola di ricaricare in falda minimo 30 milioni di metri cubi di acqua all'anno, creando un nuovo mercato per gli agricoltori che decidono di mettere a servizio i propri terreni – conclude -. In questo senso, è da evidenziare quanto un solo bacino del Piano Marshall veneto contro la siccità, con un potenziale di accumulo di 6 milioni di metri cubi d’acqua, costa 7 milioni di euro”.

 

“L’alternativa, in termini di costi e benefici esiste, ed è utilizzare il più grande bacino naturale che abbiamo, ossia la falda, in combinato con i soli bacini artificiali più essenziali: è la strada per rendere efficaci ma anche efficienti gli investimenti futuri”.

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