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| 08 ott 2023 | 18:49

Dal ‘canto’ dei grilli alle zanzare (che continuano a pungere) fino alle api in cerca di polline: a ottobre sembra estate e i ritmi degli insetti si ''sballano''

Le temperature record che da settimane stanno interessando anche il Trentino stanno di fatto prolungando una situazione simil-estiva sul territorio, con effetti evidenti anche nel mondo degli insetti: dalle api alle zanzare fino ai grilli e alle formiche, ecco come il caldo sta ‘sballando’ i ritmi di diverse specie

TRENTO. Il canto dei grilli è una delle ‘melodie’ (apprezzata o meno che sia) che caratterizza le notti estive nelle aree più rurali del Trentino, accompagnata, si fa per dire, dal temibile ronzio delle zanzare che si aggirano per la camera (tanto in città quanto fuori), minacciando punture in serie e fastidiosi risvegli. Con la fine di agosto però, e poi con l’arrivo di settembre e della stagione autunnale, normalmente ‘l’orchestra’ si ferma piuttosto rapidamente, con la morte di buona parte degli insetti causata dalle prime piogge di settembre e dall’abbassamento delle temperature che, normalmente, si verifica nelle settimane che portano ad ottobre. Di normale però, almeno dal punto di vista climatico, questo primo scorcio di autunno ha veramente poco (il mese di settembre, tanto in Trentino quanto a livello globale, Qui e Qui Articolo, è stato da record sul fronte delle temperature) e mentre fuori sembra ancora estate non mancano le segnalazioni di chi, ancora, si addormenta la notte con il canto dei grilli e di chi si sveglia, invece, per la puntura di una zanzara.

 

Anche gli insetti insomma, spiega a il Dolomiti l’entomologo della Fondazione Museo Civico di Rovereto Filippo Maria Buzzetti, subiscono le conseguenze della crisi climatica mentre i loro ritmi vengono di fatto ‘sballati’ dalle temperature ben al di sopra della media per il periodo. “La colonnina di mercurio – dice l’esperto – rimane sempre più spesso su valori più alti di un tempo, è un fatto conclamato. La quasi totalità delle specie d’insetti sul nostro territorio generalmente alla fine dell’estate muore con i primi freddi di settembre, svernando allo stato di uovo fino all’arrivo della primavera successiva. Se permangono condizioni semi-estive però, alcune specie possono prolungare il loro periodo di attività”. È il caso per esempio dei grilli, come anticipato, che continuano a frinire in diverse zone anche in Trentino.

 

“Personalmente – continua Buzzetti – sto monitorando ogni mattina il ‘canto’ di un grillo vicino a casa mia. Una situazione che, però, non dovrebbe presentarsi alla fine della prima settimana di ottobre visto che generalmente, al di là di alcuni rari casi, con l’arrivo di settembre non si sente più il frinire degli insetti in Trentino. Questo non vuol certo dire che l’attività dei grilli in questa fase sia di per sé dannosa, ma è interessante evidenziare i sintomi delle temperature continuamente fuori dalla norma che stiamo registrando”. Discorso diverso invece per le zanzare, anche loro in attività in pieno autunno: “Le zanzare tigre stanno continuando a riprodursi – precisa l’esperto – continuano a dare il via a nuovi cicli vitali, che si concludono poi nel giro di pochi giorni, trovando condizioni adatte. Anche per loro il periodo di attività dovrebbe essere finito, ma in questi giorni continuano a girare camion per la disinfestazione”. Un report approfondito sulla presenza dei fastidiosi insetti in Trentino (monitorata, tra gli altri enti, anche dalla Fondazione Museo Civico) verrà presentata nelle prossime settimane non appena, caldo permettendo, si potrà considerare chiusa la stagione.

 

“Ci sono poi anche le formiche, che a cavallo tra settembre e ottobre – dice ancora Buzzetti – stanno sciamando. Si tratta in sostanza di un processo che vede la nascita di altre regine all’interno di un formicaio che sta aumentando eccessivamente le proprie dimensioni. Le regine stesse in seguito si allontanano andando a formare altri formicai. Si tratta di un processo naturale ma che non dovrebbe certo svolgersi ora: con l’arrivo di ottobre normalmente le poche formiche che sopravvivono si rifugiano sotto terra, in nuclei più o meno vitali, in attesa della schiusa delle uova in primavera”. Nel frattempo anche le api non hanno interrotto le loro attività: “Molti esemplari – conclude l’entomologo della Fondazione Museo Civico – stanno ancora cercando di bottinare, di trovare quindi il polline. Vista la mancanza di fioriture però, ne trovano ben poco. Anche in questo caso non si tratta di per sé di fenomenidannosi’, ma sono i sintomi di un clima che cambia sempre più velocemente”.

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