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| 22 apr 2023 | 12:17

Dalla Pedemontana al delta del Po: contro la siccità in Veneto arriva un “ponte blu” di 150 chilometri (che passa anche sotto il Grande Fiume). Ecco il progetto

L'opera, chiamata Savec, verrà ultimata nelle prossime settimane e prevede un collegamento tra le falde pedemontane (nell'alto Padovano) ed il Rodigino, dove la risalito del cuneo salino lo scorso anno aveva causato parecchie difficoltà. Zaia: “E' un 'ponte blu' che collega la nostra regione”

Dalla Pedemontana al delta del Po: contro la siccità in Veneto arriva un “ponte blu” di 150 chilometri (che passa anche

VENEZIA. “Abbiamo creato un collegamento idraulico fra uno dei territori più ricchi d'acqua del Veneto e località dove l'acqua dolce, potabile, è merce rara”. Un collegamento, ha detto il governatore Luca Zaia, che tra qualche settimana sarà concluso, portando centinaia di litri d'acqua al secondo fra il punto di prelievo, a Camazzole di Carmignano di Brenta, e la centrale di Ponte di Molo, in Provincia di Rovigo. Un 'ponte blu' di circa 150 chilometri che permetterà alle zone che più soffrono dell'emergenza siccità (che da ormai oltre un anno e mezzo affligge buona parte del Paese) di avere uno strumento ulteriore per affrontare i difficili mesi estivi in arrivo.

 

Si tratta, ha detto Zaia: “Di un progetto avveniristico, che ha anticipato tante tematiche legate all'emergenza siccità. Ieri (20 aprile ndr) il cantiere ha iniziato la fase più delicata, l'attraversamento del fiume Po, ed entro qualche settimana l'opera sarà conclusa”. Il Savec, questo il nome dell'opera, garantisce in sostanza la potabilizzazione dell'acqua senza dover ricorrere al prelievo del fiume Po. Il problema, dicono le autorità venete, era emerso l'estate scorsa quando la centrale di potabilizzazione di Ponte Molo (che preleva e potabilizza appunto l'acqua del Grande Fiume) era stata interessata dal fenomeno del cuneo salino, ossia la risalita di acqua di mare lungo il fiume (per oltre 30 chilometri dalla foce), che ha imposto al gestore del servizio idrico (Acquevenete) di utilizzare un dissalatore per riuscire a continuare ad erogare acqua potabile ai cittadini del Polesine.

 

Le progettualità relative al Savec sono nate proprio per risolvere definitivamente il problema, collegando la centrale rovigotta alla rete acquedottistica che parte ben 150 chilometri più a monte, dal campo pozzi di Camazzole, in un'area dove l'acqua è abbondante, di grande qualità, in appezzamenti di terreno sottoposti a vincoli per proteggerli da possibili inquinanti. “E' un'infrastruttura dalle grandi capacità – ha osservato Zaia – preleva ora fino a 950 litri di acqua, 450 dei quali per il sud della regione, che abbiamo finanziato con 2,8 milioni di euro con il piano del Commissario per l'emergenza idrica 2022. Un intervento che permetterà ad ampie zone del Veneto di affrontare la stagione estiva con maggiore serenità e maggiori strumenti a tutela dell'acqua potabile e del territorio tutto”.

 

Come anticipato, l'intervento prevede anche l'attraversamento del fiume Po (i lavori sono in corso proprio in questi giorni), con un tubo spinto in maniera telecontrollata sotto l'alveo del fiume per circa un chilometro, per sbucare poi presso la centrale di Ponte Molo. La conclusione dell'opera è prevista entro fine maggio. “La siccità – ha detto Zaia – si contrasta programmando e mettendo in cantiere opere lungimiranti, sostenibili e strategiche che trasformano gli acquedotti esistenti, spesso frammentati nel territorio, in un sistema affidabile ed efficiente di adduzione idrica. Opere in grado di sostituire le fonti più a rischio, in particolare quelle delle acque superficiali notoriamente vulnerabili agli inquinamenti e in Veneto anche al cuneo salino, con altre di qualità e quantità garantite quali le acque sotterranee pedemontane, obiettivo appunto del Savec”.

 

“Il mio ringraziamento – ha concluso Zaia – va ai gestori idrici del Veneto e a tutti coloro che stanno lavorando in questo cantiere dai contenuti davvero unici. È un 'ponte blu' che collega la nostra regione, dove l'acqua è trattata come un bene prezioso, da condividere e gestire senza alcuno spreco. È l'immagine di un Veneto che dialoga con l'ambiente in maniera attenta e consapevole, tutelando le risorse con lo sguardo al futuro”.

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