Dopo quasi 90 anni, la cavalletta "Stregona" torna sul Monte Tenda, Buzzetti: "Un incontro straordinario. Non esistono esemplari maschi di questa specie'"
Sul Monte Tenda non veniva avvistata da quasi novant'anni la "Saga pedo", una rara cavalletta 'incontrata' lo scorso lunedì da un gruppo di esperti: "Una specie davvero particolare rinvenuta anche in Trentino meridionale nel 2004: fatto tanto eccezionale quanto straordinario"

SOAVE. "Per quanto pensiamo di conoscere l'ambiente c'è sempre qualcosa che non sappiamo e possiamo scoprire: la natura, è in continua evoluzione". Lo sottolinea l'ortotterologo ed entomologo della Fondazione Museo Civico di Rovereto Filippo Maria Buzzetti, che a Il Dolomiti racconta un incontro alquanto inaspettato: "Lo scorso lunedì 15 maggio abbiamo avvistato una Saga pedo sul Monte Tenda, territorio in cui non si vedeva dal 1937".

Sono passati quasi 90 anni da quando il naturalista Sandro Ruffo aveva documentato la presenza della rara cavalletta "Stregona dentellata" nella zona di Soave. Da allora, nessuna testimonianza fino a quella raccolta lo scorso lunedì grazie al sopralluogo fatto nell'ambito del progetto di ricerca europeo "Biodiversity Bridges" della World Biodiversity Association onlus (WBA), "che nel Veronese verifica la presenza di specie interessanti di ortotteri", premette l'esperto.
"Scendendo nello specifico, la Saga pedo è una specie alquanto particolare - rivela Buzzetti -. È l'ortottero più grande in Europa e può superare anche i 10 centimetri di lunghezza. Una specie predatrice che vive nelle cosiddette 'oasi xerotermiche', aree con caratteristiche mediterranee situate anche lontano dalla costa". Della "Stregona dentellata", "non esistono esemplari maschi: la femmina si riproduce per partenogenesi, un tipo di riproduzione in cui lo sviluppo dell'uovo avviene senza che questo sia stato fecondato".

Un ortottero particolare "di cui si va alla ricerca poiché è una specie a ombrello - fa sapere l'ortotterologo -. Se si protegge l'area dove vive questa cavalletta si proteggono di conseguenza anche tante altre specie animali e vegetali". Oltre al recente 'incontro' sul Monte Tenda, nel Veronese, la Saga pedo era stata segnalata nel 2004 anche in Trentino meridionale: "Un fatto eccezionale considerando che vive in zone calde - commenta l'esperto -. A individuarla era stato Filippo Prosser, botanico della Fondazione Museo Civico di Rovereto che l'aveva trovata in un ambiente roccioso. Prima di lui, il territorio era stato scandagliato in lungo e in largo dall'entomologo Antonio Galvagni, che non l'aveva mai trovata". Ciò, a testimonianza del fatto che "ci sono ancora tante cose che possiamo scoprire. La natura cambia ed è in continua evoluzione".
Non a caso, la Fondazione Museo Civico di Rovereto sta continuando a occuparsi di ricerca, "studiando in particolare alcune cavallette alpine trentine e valutando lo stato di popolazioni 'relitte' di specie che hanno rischiato l'estinzione", conclude Buzzetti.














