F43, M62 e M57, ecco perché sono diventati orsi confidenti: “Nutriti da uomini sprovveduti”, il racconto dell’ex veterinario De Guelmi
L’ex veterinario della provincia di Trento, Alessandro De Guelmi, spiega perché tre dei quattro cuccioli di Kj1 sono diventati confidenti: “F43 è un’orsa che conoscono benissimo, ricordo che veniva verso di me mi guardava come per dirmi ‘ma tu sei quello che mi spara o sei quello che mi tira il panino’”
TRENTO. Recentemente Alessandro De Guelmi, l’ex veterinario che per anni è stato responsabile della sedazione degli orsi durante le operazioni di cattura in provincia di Trento, è stato intervistato dagli attivisti di Scobi e dell’Assemblea Antispecista, già promotori della campagna StopCasteller. L’ex veterinario ha ripercorso alcune vicende legate all’orsa F43, morta nel settembre 2022 (quando De Guelmi era già in pensione) per una dosa sbagliata di anestetico durante le fasi di cattura.
“F43 è un’orsa che conoscono benissimo e che ho incontrato tante volte nei pochi anni che ha vissuto. Ricordo che veniva verso di me mi guardava come per dirmi ‘ma tu sei quello che mi spara o sei quello che mi tira il panino’”, spiega De Guelmi. F43 era diventata un’orsa confidente e proprio per questo era monitorata da vicino.
Figlia di Kj1 questo esemplare faceva parte di una cucciolata che ha dato diversi problemi ai forestali trentini. Infatti anche i fratelli M62 (morto nei giorni scorsi probabilmente dopo uno scontro con un altro maschio) e M57 (catturato nel 2020 dopo aver aggredito un carabinieri ad Andalo e successivamente trasferito in Ungheria) sono stati due orsi problematici.
“Kj1 era una femmina estremamente elusiva e aveva insegnato ai suoi cuccioli di sfuggire all’uomo” evidenzia De Guelmi. Poi però qualcosa è andato storto e la colpa sarebbe dell’uomo. “Normalmente ai 15 mesi di età la famiglia si ‘disintegra’ e i cuccioli vanno ognuno per la propria strada. In questo caso invece sono rimasti per circa un mese e mezzo assieme e si sono avvicinati per curiosità a dei paesi. Durante questo periodo qualche persona sprovveduta ha pensato male di dargli da mangiare. Questa è stata la fine di questi animali. Su 3 cuccioli 4 sono diventati confidenti”. Di fatto la femmina F43 aveva perso la naturale paura nei confronti dell’uomo.
“Questa vicenda – sottolineano gli attivisti di StopCasteller – dimostra ancora una volta quanto la scelta politica di non educare la popolazione alla convivenza con questi animali risulti fatale e quanto sarebbe stato importante sviluppare progetti fin dall’inizio del progetto di ripopolamento”. Infine Scobi e l’Assemblea Antispecista rilanciano le prossime manifestazioni della campagna StopCasteller che saranno il 21 maggio in piazza Dante, davanti al palazzo della Provincia di Trento, e il 25 maggio difronte al Tar che quel giorno si pronuncerà sull’abbattimento di Jj4 e Mj5.













