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| 29 ott 2023 | 13:37

La foresta di Făgăraș accoglie Lilibet ed Eracle, i due bisonti nati al Parco Natura Viva di Bussolengo sono stati reintrodotti in natura

Hanno compiuto un viaggio di 1600 chilometri dall'Italia ai Carpazi e ora si stanno ambientando in uno degli ultimi ecosistemi originari d’Europa, che sta vedendo tornare i bisonti europei. La specie ha rischiato l'estinzione

di Redazione

VERONA. Ora sono liberi in natura Lilibet ed Eracle. I due bisonti nati al Parco Natura Viva di Bussolengo, dopo 1600 chilometri di viaggio dall'Italia ai Carpazi meridionali, sono stati reintrodotti nella Foresta di Făgăraș, in Romania, in uno degli ultimi ecosistemi originari d’Europa, che sta vedendo tornare i bisonti europei, dopo la loro scomparsa oltre un secolo fa.

 

Per 21 giorni resteranno in quarantena in un’area di ambientamento grande 3 ettari; poi raggiungeranno gli altri 8 bisonti reintrodotti nelle scorse settimane e tenteranno l’impresa di costituire un asse della biodiversità dalla Polonia al sud della Romania.

 

Si tratta di progetto ambizioso di Foundation Conservation Carpathia, titolare del progetto Life cofinanziato dall’Ue, che su questa catena montuosa prevede di costituire la riserva naturale protetta più grande d’Europa.

“Eracle e Lilibet – spiega Camillo Sandri, direttore zoologico del Parco Natura Viva – sono tornati a popolare un habitat di fauna europea dal quale mancavano solo i bisonti. Orsi, lupi, linci, castori e aquile reali in foreste ricchissime di abeti e faggi, loro cibo prediletto. Con questi compagni di viaggio dovranno imparare a convivere e difendersi. Ma sono forti e in salute, possono farcela. In realtà gli altri otto bisonti nella zona di acclimatazione li hanno già sentiti e il gps ci dice che si stiano già avvicinando loro”. 

 

250 chili lei e 350 lui, tra i 5 e i 6 anni potranno arrivare a raddoppiare il proprio peso. “Si tratta di una specie che un tempo popolava le foreste di tutta Europa – aggiunge Sandri - ma che ha rischiato l’estinzione totale dopo la Seconda guerra mondiale. Sono le reintroduzioni in natura da parte delle strutture zoologiche a offrire l’unica speranza di ritorno”.

 

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