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| 08 lug 2023 | 19:02

"La pista da bob di Cortina? Un salasso per le casse pubbliche senza possibilità di rivalsa", Europa Verde: "Con i cambiamenti climatici molte strutture saranno inutilizzabili"

La consigliera Cristina Guarda: "Secondo uno studio dell'Università di Waterloo, nel 2080, tra le località che hanno ospitato in precedenza le Olimpiadi invernali, solo Sapporo potrebbe accogliere una nuova edizione dei Giochi in modo affidabile. Inoltre, secondo uno stress test effettuato sulle Dolomiti dall'Organizzazione Metrologica Mondiale (Omm) dell'Onu, entro poco più di un decennio, a causa dell'innalzamento delle temperature dovuto al cambiamento climatico in corso, la neve bagnata o l'assenza di neve, combinata alla carenza di energia per la manutenzione delle piste, potranno impedire lo svolgimento degli sport invernali"

La pista da bob di Cortina?

CORTINA. La consigliera regionale del Veneto Cristina Guarda (Europa Verde) torna ad esprimersi in merito alla questione 'Olimpiadi 2026'. In un comunicato recentemente divulgato infatti dichiara: "La Corte dei Conti ha evidenziato i mastodontici ritardi nei cantieri e i rischi sulle coperture finanziarie, preoccupazioni in linea con quanto noi denunciamo da tempo".

 

"Alcune opere cruciali per la viabilità legata ai Giochi saranno ultimate solo a Olimpiadi concluse e attualmente godono di una copertura finanziaria parziale, mentre su altre infrastrutture, come la pista da bob, secondi i giudici, occorre vigilare affinché non corrispondano un ulteriore aggravio sul bilancio regionale", prosegue Guarda. Ad oggi nel passivo dello stato patrimoniale della Regione relativo al 2022, "i maggiori incrementi riguardano il fondo per concorso della Regione alla copertura di eventuale deficit del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026".

 

Osservazioni di cruciale importanza, anche e soprattutto se si guarda ai cambiamenti climatici in atto. "Secondo uno studio dell'Università di Waterloo, nel 2080, tra le località che hanno ospitato in precedenza le Olimpiadi invernali, solo Sapporo potrebbe accogliere una nuova edizione dei Giochi in modo affidabile. Inoltre, secondo uno stress test effettuato sulle Dolomiti dall'Organizzazione Metrologica Mondiale (Omm) dell'Onu, entro poco più di un decennio, a causa dell’innalzamento delle temperature dovuto al cambiamento climatico in corso, la neve bagnata o l’assenza di neve, combinata alla carenza di energia per la manutenzione delle piste, potranno impedire lo svolgimento degli sport invernali".

 

Ricerche che parrebbero confermare la possibilità "che quanto intendiamo realizzare per queste Olimpiadi invernali comporti un salasso per le casse pubbliche senza possibilità di rivalsa, poiché buona parte delle strutture rimarrebbero inutilizzabili - conclude la consigliera regionale -. Mentre la Corte dei Conti ha evidenziato la necessità di assicurare che la road map di questi giochi non comporti ulteriori aggravi per la spesa pubblica, noi Verdi evidenziamo la totale incertezza sull'eredità di questi Giochi. Gli effetti dei ritardi nella realizzazione di queste Olimpiadi saranno presto evidenti, mentre il futuro e il lascito di queste opere è ha ancora tutto da scrivere". 

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