''La rimozione dei 2 lupi della Lessinia? E' accettabile ma serve un piano di gestione che scavalchi la politica. Servono più forestali e personale qualificato''
A parlare è Paolo Scarian che da anni segue i branchi della Val di Fassa e della Val di Fiemme: ''Giusti i ricorsi perché i lupi sono bene indisponibile dello Stato e appartengono a tutti ed è giusto fare chiarezza. Ma questi prelievi non metteranno in pericolo la specie e quei due lupi saranno presto sostituiti da altri esemplare in espansione''
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TRENTO. ''Trovo che la rimozione dei lupi in questione possa essere accettata, poiché sappiamo benissimo che il lupo non è un animale in pericolo di estinzione. Se in taluni casi questo, per vari motivi, crea dei 'problemi' alla popolazione (gli allevatori ne fanno parte) e se dopo che sono state messi in atto tutti sistemi di dissuasione la situazione non cambia, può rendersi necessaria l'eradicazione ossia l'uccisione di quei soggetti''. Questo parte del comunicato stampa emesso da Paolo Scarian amministratore del gruppo Fiemme e Fassa il ritorno del lupo e cittadino appassionato e sempre più attento conoscitore (perché da anni li segue) dei branchi che gravitano nelle zone delle valli di Fassa e Fiemme.
E' un parere chiaro e che sposa quello dato dall'Ispra sulla vicenda dei lupi che in Lessinia sono riusciti a ''bucare'' i sistemi di sicurezza di Malga Boldera sopra Ala costruita con un apparato di recinzioni elettriche a struttura fissa e che per 5 anni hanno rappresentato il massimo della protezione per gli animali d'allevamento. Alcuni esemplari hanno capito come entrare ugualmente e così anche il ministero ha dato il via libera all'abbattimento, per la prima volta, di due esemplari. Resta da capire come e quali ma il dado è tratto. Per Scarian il parere di Ispra è stato un ''parere tecnico, deciso in base alle informazioni ricevute dagli organi preposti di sorveglianza, rispettando le normative vigenti dettate dall'Europa''.
''Abbiamo visto che le associazioni ambientaliste hanno presentato ricorso - spiega Scarian - e questo è un fatto normale, poiché dobbiamo ricordare che la fauna selvatica è un bene indisponibile dello Stato e quindi appartiene a tutti. E saranno richieste indagini poiché è giusto ricordare che per l'alpeggio a giusta ragione, vengono distribuiti anche fondi pubblici. Aldilà di questo trovo che la rimozione dei lupi in questione possa essere accettata, poiché sappiamo benissimo che il lupo non è un animale in pericolo di estinzione, se in taluni casi questo per vari motivi crea dei 'problemi' alla popolazione (gli allevatori ne fanno parte) e se dopo che sono state messe in atto tutti sistemi di dissuasione la situazione non cambia , può rendersi necessaria l'eradicazione ossia l'uccisione di quei soggetti''.
Scarian spiega, quindi, che l'abbattimento dei due lupi ''non cambierà nulla sull'assetto demografico della popolazione del lupo poiché sappiamo benissimo che quei lupi tramite l'espansione verranno rimpiazzati da altri. Abbiamo 30 branchi e sappiamo già ora che alcuni di questi hanno già la cucciolata e una piccola percentuale di quei lupi andrà in espansione. I dati stanno già arrivando. Credo e spero che il governo italiano si faccia promotore di un disegno di legge che porti alla gestione dei grandi carnivori dando vita al famoso Piano Lupo, questo per rasserenare gli animi fra i cittadini e per mettere fine alla speculazione politica su questo tema''.
''Lupi e orsi resteranno a far parte dell'ecosistema del territorio trentino, l'eradicazione di taluni individui o branchi non potrà compromettere la loro espansione o metterli in pericolo di estinzione. Per poter 'gestire' i grandi carnivori vi è bisogno di personale qualificato e gioco forza saranno messe in campo nuove forze di sorveglianza, nuovi forestali o organi di controllo, con squadre di pronto intervento per fare della dissuasione attiva (proiettili di gomma) senza dover passare per organi politici per poter fare le uscite sul campo. Di riflesso i cittadini dovranno smetterla di compiere azioni illegali che favoriscono l'avvicinarsi dei grandi carnivori ai paesi, perché è dovere di tutti rispettare le leggi e il rispetto per il prossimo. Il rinforzo dei organi di sorveglianza potrà fermare anche queste pratiche nonché gli atti di bracconaggio, dove si entra nel penale e si rischia la reclusione. Perché il lupo fa il lupo e non cambierà modo di vivere anzi da animale estremamente intelligente cambierà modo di comportarsi per arrivare a sopravvivere. Per lui non esistono confini di territorio se non fra loro''.


















