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| 29 lug 2023 | 13:39

Il Trentino vuol abbattere 2 lupi, ''colpevoli di essere intelligenti e duttili. Ma sono gli allevatori che devono evolversi. Le tasse per i loro contributi le pagano tutti''

I 2 esemplari che saranno uccisi fanno parte di un branco che è riuscito ad evolvere le proprie strategie di attacco mentre i sistemi di difesa di Malga Boldera rimanevano fermi al 2018. Il comitato ambientalista del Trentino chiede che anche gli allevatori si evolvano: ''Vanno bene i recinti elettrificati ma di fatto in questa struttura il bestiame è allo stato brado. Servono il ricovero notturno, la presenza dei cani da guardiania, ma - soprattutto - la presenza del pastore''

TRENTO. ''Per la prima volta in Italia si potranno "legalmente" ammazzare due lupi, per il solo fatto che hanno dimostrato che loro sono intelligenti e gli uomini non sanno o non vogliono impegnarsi per difendere animali da cui traggono un introito economico e grazie ai quali ricevono interessanti contributi provenienti dalle tasse di tutti i cittadini, anche di quelli che la loro carne non la mangiano''. L'osservazione, tanto semplice quanto chiara, arriva dal coordinamento ambientalista del Trentino composto da Enpa, Lac, Lipu e Pan-Eppaa ed è diretta ad analizzare quanto sta accadendo in queste ore in Trentino. Il presidente Fugatti ha firmato un decreto, in forza della legge 9/2018, per abbattere due lupi (Quali? Come? Perché? Tante le domande ancora aperte) del branco della Lessinia che gravita su malga Boldera perché alcuni esemplari hanno superato le recinzioni elettriche fisse di questa struttura che rientrava in un progetto di altri 4 recinti fissi sperimentali che fino a quest'anno avevano funzionato alla perfezione.

 

L'Ispra ha dato l'ok all'abbattimento preso atto che queste strutture sono di fatto il meglio che in questo momento si trova quanto a sistemi di difesa passivi dei pascoli ma i lupi sono molto intelligenti e sono stati capaci di aggiornare le loro strategie di caccia mentre gli esseri umani, guidati da una politica pigra e poco capace, non sono stati capaci di aggiornare le loro strategie di difesa. Risultato: si procederà con l'abbattimento di due esemplari.

 

''Sempre buoni ultimi nelle leggi per la protezione degli animali - commenta il coordinamento ambientalista del Trentino - anche quelli che diciamo di amare, tornano alla memoria gli oltre 20 anni per far recepire la fondamentale legge quadro 281/91 e il fatto che tutto il resto d'Italia ci aveva preceduti di molte incollature nel vietare i cani alla catena, oggi saliamo sul podio del vincitore per una decisione che porterà ripercussioni imprevedibili e gravi sulla biodiversità''. Il riferimento è proprio alla decisione di abbattere due lupi ricordando che gli allevatori i ''contributi'' per fare i loro lavoro li ricevono anche ''dalle tasse dei cittadini che considerano sbagliato uccidere questi lupi, colpevoli solo di essere intelligenti e duttili, cittadini che credono sia giusto chiedere agli imprenditori di sapersi evolvere a seconda delle condizioni di lavoro e all'amministrazione provinciale di mettere in campo tutte le attività preventive praticate dal momento stesso della nascita dell'allevamento, che continuano a dimostrare di essere efficaci, ma che nella zona della malga Boldera non sono mai state attuate: il ricovero notturno, la presenza dei cani da guardiania, ma - soprattutto - la presenza del pastore''.

 

Sono queste azioni giocoforza necessarie e la politica questo dovrebbe fare invece che aizzare i contrasti e soffiare sulla paura: aiutare gli allevatori ad aggiornarsi tanto i lupi e gli orsi resteranno al 100% quindi sarebbe il caso di cominciare a lavorare alla convivenza. E comunque molte di queste pratiche permetterebbero di garantire anche un più facile rapporto tra gli allevatori e i turisti presenti sempre più in massa sulle nostre montagne con la conseguenza che sono in deciso aumento gli incidenti con gli animali lasciati soli al pascolo.

 

''Senza queste azioni preventive, nonostante il recinto elettrificato la gestione (si può davvero chiamare "gestione", questa?) appare molto vicina all'allevamento allo stato brado - prosegue il coordinamento - e ci sembra corretto che chi lo pratica e le amministrazioni pubbliche che lo consentono e lo supportano se ne assumano responsabilità e rischi. Vale la pena di ricordare che nel 2022 i danni da lupo sono stati pari a soli 68.000 euro e il numero di predazioni è calato, quindi le attività di prevenzione, quando si attuano funzionano. Qualunque saranno le decisioni della magistratura, quanto sta accadendo con il decreto di abbattimento di due lupi, ancor più in considerazione del fatto che ne potrà conseguire l'estinzione di tutto il gruppo famigliare cui appartengono, altro non è che brutale e miserevole vendetta verso degli animali che stanno dimostrando di sapersi evolvere più e meglio di noi. Spira un'aria malsana sul Trentino: per i lupi, per gli orsi, per la biodiversità, per l'ambiente''.

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