“Le olimpiadi voglio trasformare le montagne in un luna park per pochi”, il corteo di Fridays for future a Trento
Il filo conduttore della manifestazione organizzata da Fridays for future è stata la gestione del territorio, in particolare quello montano. Gli attivisti: “Anche nel mezzo di una crisi climatica sempre più evidente il Trentino continua a essere sfruttato per il mero profitto”

TRENTO. Stamane il corteo di Fridays for future ha attraversato le vie del centro di Trento per raggiungere il parco Santa Chiara dove si è tenuta un’assemblea pubblica. L’incontro era diviso in due tavoli di lavoro, dedicati rispettivamente alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 e alle grandi opere in Trentino.
Il primo è servito per inquadrare il grande evento: “Un modello di turismo di massa che non rispetta minimamente l’ambiente montano e le sue particolarità – dicono da Fridays for future – ma che vuole trasformare le montagne sempre di più in dei parchi divertimento per pochi, senza che il profitto proveniente dagli eventi torni al territorio, che si ritroverà devastato dalle opere necessarie alla realizzazione, come è già successo a Torino nel 2006”.
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Nel secondo, il focus erano sia le opere in programma che quelle già realizzate, come il cementificio di Sarche, ma anche il nuovo inceneritore che potrebbe essere costruito in Trentino o il bypass ferroviario. Nel mirino degli attivisti pure il prolungamento dell’autostrada A31 (meglio noto come Valdastico), e più in generale gli impianti di risalita e di innevamento artificiale. “Queste strutture nonostante la crisi idrica in corso continuano a funzionare sprecando risorse ed energia”.
Il filo conduttore della manifestazione è stata la gestione del territorio, in particolare quello montano, che, sottolineano gli attivisti, anche nel mezzo di una crisi climatica sempre più evidente continua a essere sfruttato per il mero profitto.














