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Trento
05 novembre | 22:19

"Repressione e carcere per chi si batte per l'ambiente", dal Messico la voce dell'attivista Araceli Domínguez

Ad incontrarla sono state Sara Segantin, Alice Franchi e Magdalene Pellegrin, le tre attiviste italiane del progetto Diritto a REsistere. "Grazie alle sue battaglie sono stati raggiunti risultati importanti, per esempio cambiamenti a livello legislativo per la protezione delle specie animali a rischio”

foto Diritto a REsistere
foto Diritto a REsistere
di Sara Marcolla

MESSICO. Minacce, violenze, incarcerazioni, omicidi. Chi si batte per l'ambiente e i diritti umani nel mondo rischia la vita. Secondo i dati di Global Witness nel 2022 sono stati 177 gli attivisti ambientali che hanno pagato con la vita le loro battaglie a favore della tutela dell'ambiente, 1910 quelli uccisi in dieci anni. L'America Latina è la zona più rischiosa per i difensori e le difensore della terra: in questa regione, lo scorso anno sono stati registrati l’88% degli omicidi. In cima alla lista nera ci sono Colombia, Brasile e Messico.

 

E proprio dal Messico arriva la voce di Araceli Domínguez Rodríguez, da oltre 30 anni attivista per la tutela della flora e della fauna nella penisola dello Yucatán, la regione a sud-est dello stato messicano famosa in tutto il mondo per le rovine Maya. Assieme al Grupo Ecologista de Mayab de Mayab si occupa di difendere i diritti delle popolazioni locali, di proteggere gli ecosistemi fragili e di fare educazione ambientale.

 

Ad incontrarla sono state Sara Segantin, Alice Franchi e Magdalene Pellegrin, le tre attiviste del progetto “Diritto a REsistere”, partite dall'Italia una settimana fa.

 

“Tra le innumerevoli cause ambientali che Araceli ha portato avanti in questi anni di lotta a tutela dell'ambiente c'è quella della salvaguardia dei delfini, delle tartarughe e degli animali marini – ci raccontano le tre giovani. - Ha dovuto fare i conti con la repressione e con il carcere, a causa di una denuncia per diffamazione. Il Messico è uno dei Paesi dove gli attivisti sono più a rischio. Ma grazie alle battaglie del Grupo Ecologista de Mayab (Gema), prima costituito solo da donne e ora anche da tanti uomini, sono stati raggiunti risultati importanti, tra cui cambiamenti a livello legislativo per garantire la protezione delle specie animali a rischio”.

 

Sara, Alice e Magdalene stanno proseguendo in questi giorni il viaggio lungo la costa del Messico in direzione Belize. Sulla loro strada, che mette in rete realtà locali di donne che si battono per l'ambiente e i diritti umani, hanno incontrato anche l'associazione EcoColors Mexico, un'organizzazione che promuove il turismo sostenibile nel cosiddetto "Mondo Maya", nello Yucatán, una delle regioni più ricche di biodiversità e cultura del mondo. 

 

“Si tratta di un tipo di turismo che mette in relazione l'ambiente con le popolazioni che lo abitano e si fonda sul concetto di 'limite' – ci spiegano ancora Sara, Alice e Magdalene: - in altre parole, un turismo che rispetti le persone, la loro cultura, le loro tradizioni e l'ambiente in cui vivono e da cui traggono sostentamento. Il turismo di massa nello Yucatan è esploso negli ultimi anni, causando un forte impatto sul territorio e conseguenze drammatiche anche per gli abitanti: pensiamo al turismo sessuale o a quello delle sostanze stupefacenti. Quello che EcoColors cerca di fare è sviluppare un turismo che promuova un equilibrio tra sviluppo sociale e tutela della natura”.

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