Aquila reale avvelenata dal piombo, dopo 3 mesi di cure è tornata in libertà: "Aveva gli arti inferiori paralizzati"
Ricoverata al Cras, l'aquila è stata immediatamente sottoposta a scrupolosi controlli veterinari per poi seguire un percorso di disintossicazione mirato e particolarmente delicato. Ora è tornata in libertà

SELLA GIUDICARIE. E' stata rilasciata in libertà dagli operatori del Servizio faunistico dopo 3 mesi di cure al Cras della Provincia di Trento, un'aquila reale recuperata lo scorso novembre in località Cronelle, poco sopra l'abitato di Breguzzo, nel comune di Sella Giudicarie, a seguito della segnalazione di un residente.
Il rapace, non in grado di volare, era stato tempestivamente recuperato dai forestali e trasportato al Cras, dove le operatrici, anche a seguito delle analisi eseguite, hanno appurato come le difficoltà motorie e la totale paralisi degli arti inferiori dell'animale fossero causate da avvelenamento da piombo.
Ricoverata al Cras, l’aquila è stata immediatamente sottoposta a scrupolosi controlli veterinari per poi seguire un percorso di disintossicazione mirato e particolarmente delicato. Dopo 10 giorni di trattamento, i livelli di piombo del sangue dell'animale hanno cominciato a calare, con tanto di miglioramento delle condizioni generali del volatile che, però, ancora non era in grado di reggersi sulle zampe.
Sono stati necessari circa 50 giorni di degenza e trattamenti per osservare i primi segnali di ripresa. Dalla degenza in uno spazio controllato in una delle sale interne del Cras, l’aquila è stata quindi spostata in una voliera esterna dove ha ricominciato a muoversi sulle zampe e ad esercitare nuovamente una presa con gli artigli finalmente non più contratti.
A distanza di 70 giorni dal ritrovamento il rapace è stato quindi trasferito all’interno di un tunnel di 30 metri dedicato alla riabilitazione al volo, passaggio necessario per consentire all’animale di riacquistare muscolatura e familiarità con il volo prima del ritorno in natura. Infine, una volta accertati il buono stato di salute e la rinnovata capacità di volare dell'aquila, le operatrici del Cras hanno ritenuto concluso il percorso di recupero e riabilitazione e deciso per il rilascio in libertà. Per la liberazione è stata scelta la stessa area del ritrovamento al fine di agevolare il graduale reinserimento nell’ambiente naturale.
Il Corpo forestale Trentino ricorda che in presenza di selvatici feriti è necessario contattare il numero 112 e raccomanda di "non avvicinarsi agli animali e non scattare fotografie con il flash per evitare di infastidirli". Il Centro recupero animali selvatici (Cras) si occupa del recupero di uccelli e mammiferi bisognosi di cure. Si trova a Trento in via al Bosco della Città e può avvenire previ accordi telefonici chiamando i numeri 335 6306801 o 335 6305749, tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 13 alle 17.












