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"Basta con le fake news e il clima d'odio. La politica educhi i cittadini alla convivenza e investa sulla prevenzione", Lav, Lndc e Wwf dopo il caso Stockner e la decisione del Tar

Da un lato ci sono i fatti: il Tar ha annullato la decisione della Provincia di Bolzano di abbattere 4 lupi ribadendo che prima bisogna mettere in sicurezza gli allevamenti (cosa che in Alto Adige non è praticamente mai avvenuta) e poi si può chiedere di intervenire in qualche modo sui (pochi) lupi che si trovano sul territorio. Dall'altra c'è stata una tempesta mediatica che ha gridato all'uccisione di un uomo ad opera di un lupo (salvo poi cercare di smorzare inserendoci anche ''o un altro canide'') quando l'autopsia ha poi accertato che è morto per assideramento. Le associazioni chiedono, giustamente, un cambio di passo

Di Luca Pianesi - 24 febbraio 2024 - 05:01

BOLZANO"Basta con le fake news e il clima d'odio. La politica piuttosto che correre dietro a cacciatori e falsi rappresentanti agricoli, educhi i cittadini alla convivenza e investa sulla prevenzione". Non si può che sposare in toto l'appello che arriva da Lav, Lndc e Wwf dopo gli ultimi accadimenti avvenuti in Alto Adige. Da un lato il Tar di Bolzano ha condannato la Provincia di Bolzano accogliendo il ricorso presentato dalle associazioni che si battono per la tutela di animali e ambiente, difese dagli avvocati Letrari e Pezone, che avevano impugnato il provvedimento di uccisione di quattro lupi emanato dalla Provincia senza tener conto delle indicazioni scientifiche di Ispra.

 

Dall'altra, nelle stesse ore, è stato ritrovato il corpo di un anziano che presentava ferite riconducibili a dei morsi di un qualche canide. L'uomo è poi deceduto e la notizia in pochi attimi è letteralmente ''esplosa'' con titoli allarmistici che gridavano all'uomo ucciso da un lupo, sbranato e azzannato da un animale e chi più ne ha più ne metta ovviamente con centinaia di condivisioni sui social, like, commenti e la politica che ha immediatamente cavalcato la tragedia. ''Questa notizia - spiegano Lav, Lndc e Wwf - è stata subito diffusa da numerosi media, da ambienti venatori e dai politici vicini a questo mondo, tutti giunti ad una decisione sommaria e definitiva: la colpa è del lupo, si deve aprire la caccia ai lupi''.

 

Una ricostruzione, però, evidentemente troppo frettolosa (senza le analisi sulle ferite impossibile distinguere il morso di un lupo, di un cane o di un altro canide selvatico) e visto che mancava la più minima evidenza scientifica, come il Dolomiti, abbiamo deciso di rinunciare al titolo ad effetto e di attenerci ai fatti: ''Trovato in un campo in condizioni gravissime, non ce l'ha fatta Albert Stockner: il 73enne è morto in ospedale'' (qui per leggere l'articolo).

 

Dopo l'autopsia è quindi emerso che l'uomo non è morto per le ferite riportate ma per assideramento. ''Il lupo - proseguono le associazioni animaliste e ambientaliste - è sempre più vittima di pregiudizi e accuse che oramai hanno raggiunto un livello preoccupante. Una miscela di disinformazione e terrorismo mediatico che ha costruito un’immagine del lupo completamente avulsa dalla realtà al solo fine di difendere gli interessi di una categoria che non vuole adottare le misure di prevenzione delle predazioni in modo da alimentare il disagio di allevatori e la paura dei cittadini sfruttandolo per fini elettorali e di potere. Allo stesso tempo la politica provinciale, in deflagrante contrasto con le indicazioni della Commissione Europea, ma preoccupata di sostenere le pretese della lobby di alcune rappresentanze degli allevatori locali, a giugno scorso ha approvato una Legge che consente l’uccisione dei lupi nel 98% delle malghe della provincia''.

 

Il Tar, però, ha chiarito quanto già era ovvio: prima bisogna mettere in campo tutte le azioni di difesa necessarie e che esistono (riuscendo ad azzerare le predazioni quando ben congeniate tra recinti elettrificati e cani da guardiania) e poi si può parlare di intervenire sulla popolazione di lupi. ''Siamo molto soddisfatti della sentenza emessa dal Tar di Bolzano – dichiarano Lav, Lndc e Wwf – è stata sancita chiaramente l’illegittimità delle condanne a morte dei lupi sottoscritte dal presidente Kompatscher nonostante i pareri contrari di Ispra e Osservatorio Faunistico Provinciale, non sono tollerabili crudeli scorciatoie che si fanno gioco della scienza al solo scopo di raccogliere consenso elettorale. Allo stesso tempo siamo preoccupati delle ripercussioni, anche sulla pubblica sicurezza, causata dall’assenza di investimenti sulla prevenzione che servano a educare i cittadini a relazionarsi in maniera corretta con la fauna selvatica. La disinformazione è un rischio per tutti e sapere che ci sono politici che costruiscono campagne elettorali sulla disinformazione è inquietante. In Italia il vero pericolo non sono i lupi ma gli sciacalli dal grilletto facile”.

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