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Inquinamento atmosferico, è allarme in Pianura Padana e non solo: ecco il VIDEO dell'evoluzione di gennaio. ''Superate le soglie critiche. Grande preoccupazione''

Lo studio dell'Esa diffuso anche dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: "Secondo le direttive e gli standard legali dell’Ue, le concentrazioni di PM10 (particolato) superiori a 50 μg/m3 sono considerate pericolose e questa soglia non dovrebbe essere superata. In Pianura Padana, a gennaio 2024 si sono verificati più casi in cui questa soglia critica è stata superata. Ciò solleva notevoli preoccupazioni per la salute ambientale"

Di S.D.P. - 15 febbraio 2024 - 12:23

TRENTO. Famosa nel mondo, la Pianura Padana, caratterizzata da paesaggi bucolici, è ormai da tempo 'alle prese' con una sfida ambientale cruciale: quella legata all'inquinamento atmosferico. Le condizioni geografiche e meteorologiche uniche di quest'area del Nord Italia, infatti, come riporta l'Esa (European Space Agency) in uno dei suoi report, "contribuiscono alle fluttuazioni della qualità dell’aria, incidendo sulla salute dei suoi residenti".

 

Densamente popolata, la Pianura Padana è anche altamente industrializzata, "con conseguenti grandi quantità di sostanze inquinanti rilasciate nell'atmosfera - fanno sapere gli esperti -. La sua geografia e le sue caratteristiche meteorologiche aggravano il problema. Circondata dalle Alpi a nord e dagli Appennini a sud, funge da bacino naturale, creando un microclima che spesso intrappola gli agenti inquinanti. Durante determinate condizioni meteorologiche, come le inversioni di temperatura, la valle diventa una conca dove gli inquinanti, tra cui il particolato e gli ossidi di azoto, si accumulano, portando a elevate concentrazioni di inquinanti atmosferici". 

 

E proseguono: "L'inquinamento atmosferico nella Pianura Padana presenta andamenti stagionali distinti. I mesi invernali spesso vedono un aumento dei livelli di inquinamento a causa delle inversioni di temperatura e della maggiore domanda di energia per il riscaldamento. Durante questi periodi, le concentrazioni di particolato fine e grossolano (PM2,5 e PM10) tendono ad aumentare, causando problemi per la salute. Al contrario, i mesi estivi possono testimoniare livelli elevati di ozono, derivanti dall’aumento della radiazione solare e dalla presenza di precursori (ossidi di azoto e composti organici volatili) emessi da varie fonti". Ripercussioni, quelle date dall'inquinamento, non soltanto su persone ma anche su fauna e ambiente. 

 

"L’inquinamento atmosferico sotto forma di particolato (PM) svolge un ruolo fondamentale nella qualità dell’aria. Il PM10 si riferisce alle particelle sospese nell'aria ambiente con un diametro medio di 10 μm o inferiore e comprende polvere, polline e sottoprodotti della combustione. Il PM10 comprende anche la frazione di particelle fini (PM2,5), costituita da una miscela di carbonio elementare, composti organici, metalli, nitrati e solfati, con particelle inferiori a 2,5 μm.Il PM10 è inalabile e può avere un impatto sulla salute respiratoria. Il PM2.5 presenta rischi per la salute entrando nel flusso sanguigno attraverso i polmoni, causando malattie cardiovascolari, malattie respiratorie e allergie. L’accumulo sia di PM2,5 che di PM10 costituisce quindi una seria preoccupazione per la salute umana. Secondo le direttive e gli standard legali dell’Ue, le concentrazioni di PM10 superiori a 50 μg/m3 sono considerate pericolose e questa soglia non dovrebbe essere superata per nessun luogo per un numero specifico di giorni all’anno, generalmente fissato a 35 giorni".

 

Per quanto riguarda le osservazioni fatte sulla Pianura Padana a gennaio 2024, "durante questo periodo si sono verificati più casi in cui questa soglia critica è stata superata - viene fatto sapere -. Nonostante l’inquinamento atmosferico prevalente nella Pianura Padana, in tutta Europa si osservano costantemente livelli di inquinanti atmosferici superiori agli standard Ue, con la regione che supera regolarmente le concentrazioni medie annuali di particolato fine, come riportato dall’Agenzia europea per l’ambiente (AEA) . Ciò solleva notevoli preoccupazioni per la salute ambientale". 

 

A 'presentare' quanto avvenuto nello scorso mese, un breve video (DI SEGUITO), che "mostra le concentrazioni orarie di PM10 nella Pianura Padana dal 1° gennaio al 31 gennaio 2024. Si può vedere chiaramente che la topografia e le condizioni meteorologiche uniche della valle contribuiscono all'accumulo di inquinamento da particolato e al degrado della qualità dell'aria, in particolare durante il clima stagnante", concludono da Esa. Dati, ottenuti dalle analisi regionali europee sulla qualità dell'aria del Copernicus Atmosphere Monitoring Service, allarmanti, che dovrebbero condurre non soltanto ad inevitabili riflessioni ma anche ad azioni concrete. 

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