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| 18 dic 2025 | 10:55

Allarme neve, caldo e pioggia trasformano le piste da sci (chiuse) in fiumi di fango: "Deficit del 61% rispetto alla media, la seconda metà di dicembre sarà complessa"

Stagione in salita sulle montagne italiane (e le Dolomiti non fanno eccezione): a certificarlo, oltre al gran numero di piste e impianti ancora chiusi, sono i dati sulla risorsa idrica nivale della Fondazione Cima 

TRENTO. Meteo imprevedibile in valle e in quota, ma non è più una notizia: dopo un incoraggiante inizio di stagione con la "spinta" delle nevicate in quota a fine novembre, il caldo e la scarsità di precipitazioni della prima parte di dicembre hanno introdotto un rallentamento significativo sull’accumulo di neve su tutto il territorio nazionale, anche sulle Dolomiti.

 

La seconda metà del mese - aggiunge la nota sul monitoraggio stagionale di Fondazione Cima - si preannuncia complessa e sarà determinante per capire come andrà la stagione dal punto di vista della risorsa idrica nivale
 

Siamo in una fase cruciale per l'avvio dell’accumulo invernale della stagione 2025-2026, che ha inciso in modo significativo sull’accumulo. Mentre sta nevicando al Nord Ovest, su scala nazionale l’equivalente idrico nivale mostra un deficit pari a -61% (dati aggiornati al 17 dicembre 2025). 


Alla base di ogni stagione nivale - spiegano dalla Fondazione - rimane infatti una dinamica ben nota: l’accumulo dipende dalla concomitanza di temperature inferiori allo zero e precipitazioni abbondanti sotto forma di nevicate. Nel corso di novembre, le temperature sono risultate lievemente inferiori alla media su ampie porzioni delle montagne italiane, creando un contesto favorevole alla neve, in particolare verso la fine del mese. Questo ha permesso una prima crescita del manto nevoso, che però non è stata sostenuta da un’adeguata disponibilità di precipitazioni (specialmente a Nord Ovest, la casa della risorsa idrica nivale del Po).

 

“Il limite principale di questa prima fase stagionale è stato infatti rappresentato dalla scarsità delle precipitazioni. Su molte aree del paese, e in particolare sul Nord Ovest e sugli Appennini centrali, novembre ha registrato quantitativi sensibilmente inferiori alla norma, con anomalie negative di precipitazione che hanno raggiunto anche il -60% rispetto ai valori medi”, ha aggiunto Francesco Avanzi, ricercatore di Fondazione Cima. “In assenza di apporti significativi, il potenziale offerto dalle basse temperature non si è quindi ancora tradotto in un accumulo duraturo e consistente”.

 

Certo, siamo ancora a metà dicembre: ma le previsioni stagionali fornite dall’agenzia ItaliaMeteo confermano per la fine del mese precipitazioni sopra media nel Nord-Ovest e sotto media sul resto del territorio. Parallelamente, le temperature sono attese marcatamente sopra la media. L’ondata di calore che ha caratterizzato la prima decade di dicembre ha già mostrato gli effetti di queste condizioni, con una fusione intensa soprattutto alle quote medio-basse.

 

“Nel complesso, novembre ha fornito una prima spinta, ma il caldo e la scarsità di precipitazioni della prima parte di dicembre hanno introdotto un rallentamento significativo”, ha concluso Avanzi. “La seconda metà del mese si preannuncia complessa e sarà determinante per capire come andrà veramente la stagione. Il prossimo aggiornamento, previsto a metà gennaio, permetterà di valutare come si sarà chiuso questo primo tratto della stagione invernale”.

 

E sarà particolarmente significativo anche per le Olimpiadi invernali che tra il 6 e il 22 febbraio 2026 andranno in scena sulle montagne italiane. 

 

Sulle Dolomiti nei dintorni di Cortina la situazione sembra particolarmente complicata: anche sopra i 2.000 metri di quota la pioggia non ha dato scampo alle piste, e i cannoni sono fermi da giorni a causa delle alte temperature. Nei quattro comprensori bellunesi del Dolomiti Superski per il momento si contano circa il 40% di piste aperte e poco più del 60% di impianti di risalita in funzione. 

 

E così tra gli impiantisti prevale il senso di impotenza e la speranza che il meteo cambi nei prossimi giorni, auspicabilmente in tempo per Natale e le festività: con qualche notte di basse temperature si potrebbe chiudere l'innevamento di buona parte dei tracciati. Di questi tempi sarebbe già un buon punto di partenza. 

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