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| 30 mag 2025 | 09:41

"La pipì si può fare o è vietato anche quello?" (FOTO), vandali imbrattano i cartelli del Parco: "Comportamento vergognoso: le regole esistono per un motivo"

I referenti del Parco d'Abruzzo: "Chi ha vandalizzato questo cartello, evidentemente, ritiene giusto cogliere liberamente fiori e piante protette in montagna, accendere fuochi al cospetto di boschi secolari, abbandonare rifiuti in natura, utilizzare droni che spesso disturbano la fauna selvatica, oppure percorrere un sentiero con un cane libero di spaventare camosci e altri animali"

L'AQUILA. "Alcune allergie, come quelle ai pollini, si manifestano solo in alcune stagioni dell'anno, come quella in cui ci troviamo. Altre, come quelle alle regole, sembrano essere sempre più persistenti e diffuse".

 

A parlare sono i referenti del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, che nelle scorse ore hanno mostrato e raccontato sui social quanto successo. Qualcuno, infatti, ha 'ben' pensato di imbrattare uno dei cartelli posti sul territorio: "In questo cartello sono riportate le poche, semplici, regole che normano la fruizione della rete sentieristica del Parco", premettono.

 

"Regole semplici ma essenziali, regole necessarie per definire un'area "protetta", a differenza di quanto avviene nel resto del territorio nazionale. Certo non è un cartello di promozione turistica, ma è chiaro e diretto affinché nessuno possa dire 'eh ma io mica lo sapevo!'".

 

E proseguono, condannando il gesto: "Chi ha vandalizzato questo cartello, evidentemente, ritiene giusto cogliere liberamente fiori e piante protette in montagna, accendere liberamente fuochi al cospetto di boschi secolari, abbandonare rifiuti in natura, utilizzare droni che rompono il silenzio delle cime del Parco e spesso disturbano la fauna selvatica, oppure percorrere un sentiero in una zona di Riserva con un cane che possa essere libero di spaventare camosci e altri animali ed eventualmente portare malattie agli animali selvatici".

 

"Chi ha vandalizzato questo cartello, evidentemente, non ha ben chiaro cosa significhi visitare un'area protetta, né qual è il suo vero ed importante valore per tutti gli abitanti di questo Pianeta - concludono amareggiati dal Parco d'Abruzzo -. Le attività ricreative, in un Parco Nazionale, necessitano di regole tanto quanto lo necessitano quelle agricole, zootecniche e forestali. Non si tratta di rinunce ma piuttosto di investimenti: applicandole e rispettandole stiamo assicurando la possibilità anche a chi verrà dopo di noi, di poter godere delle stesse esperienze e dalla stessa bellezza che ci legano a luoghi come il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise".

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