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| 23 lug 2025 | 08:58

Assalto ("alle ore più impensate") alla zona dove la lupa ha partorito i cuccioli per scattare foto 'Instagrammabili', il Parco: "Mancano responsabilità ed etica"

Il Parco d'Abruzzo: "La totale mancanza di scrupoli da parte di chi si rende protagonista di queste azioni è il sintomo più chiaro di quanto l'antropocentrismo e l'egoismo influenzino fortemente le azioni di molti, anche di chi si professa paladino della natura ma che evidentemente continua a rifuggire qualsiasi tipo di responsabilità, tanto c’è sempre qualcun altro su cui scaricare le colpe"

Foto archivio

L'AQUILA. Il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ha deciso di pubblicare nelle scorse ore un post per denunciare il comportamento scorretto di alcuni e lanciare l'appello: "Dalla settimana scorsa in un’area del versante abruzzese del Parco è stata avvistata una lupa con una cucciolata al seguito", viene premesso.

 

"La zona è ben nota tra i fotografi naturalisti, che spesso la frequentano proprio per immortalare i lupi, e non solo. Tuttavia, in questo periodo così delicato, in cui la sopravvivenza dei cuccioli dipende anche dalla tranquillità del loro ambiente, sarebbe stato auspicabile che tutti – nessuno escluso – avessero evitato di creare qualunque forma di disturbo, dimostrando rispetto, ma soprattutto senso di responsabilità e professionalità", proseguono dal Parco.

 

La realtà abruzzese ha infatti spiegato che alcuni hanno deciso di portarsi comunque in zona, in barba alle possibili conseguenze per i poveri animali: "Nonostante ci siano fotografi che hanno scelto consapevolmente di non andare – che ringraziamo per la scelta e anche per averci scritto per comunicare la loro preoccupazione riguardo la situazione – altri non hanno mostrato la stessa sensibilità".

 

 

RIPORTIAMO DI SEGUITO IL TESTO COMPLETO DEL POST:

 

Nonostante in molti si dichiarano amanti della natura e profondamente appassionati, osserviamo sconsolati come sempre più spesso, nei momenti in cui davvero conta dimostrarlo, sono in pochi a fare la scelta giusta. Invece, purtroppo anche stavolta è partita la corsa alla pubblicazione delle foto sui social, corredate, spesso, dalla solita dicitura: “Scattata a distanza per non disturbare”, come se bastasse a giustificare la presenza.

 

Le immagini sono state condivise in tempo reale, spesso con l’indicazione precisa del luogo, contribuendo a far circolare la notizia a livello nazionale. Come sempre, si è ben presto materializzato l'effetto emulazione social media, ovvero individui che tendono a replicare comportamenti, spesso negativi o rischiosi (per sé stessi o, come in questo caso, per la fauna), osservati online. Il luogo è stato visitato alle ore più impensate da molte persone, alcune partite da molto lontano, esattamente per ritrarre la scena in questione e postarla puntualmente sui social. Qualcuno, che era stato accompagnato lì, ci è poi tornato postando foto immediatamente.

 

Al netto dei potenziali impatti negativi legati alla quotidiana presenza di molte persone nell'area in cui una lupa ha partorito una cucciolata e al netto dei potenziali rischi di una possibile abituazione da parte dei lupi alla "vicinanza" di esseri umani, ci stupisce davvero molto quanto ancora vi sia (quasi) totale mancanza di responsabilità ed etica da parte di persone, locali e non, che sembrano essere disposte a tutto pur di "capitalizzare" i propri scatti in visibilità e like.

 

Ancora una volta ci chiediamo come è possibile ignorare gli effetti negativi di queste azioni, quando è certo l'effetto moltiplicatore dei social network? Come è possibile ignorare del tutto la possibilità che la situazione possa in un attimo sfuggire di mano, attirando malintenzionati oppure persone del tutto impreparate a osservare la fauna in modo attento e responsabile?

 

La totale mancanza di scrupoli da parte di chi si rende protagonista di queste azioni è il sintomo più chiaro ed inequivocabile di quanto l'antropocentrismo e l'egoismo influenzino fortemente le azioni di molti, anche di chi si professa amante e paladino della natura ma che evidentemente continua a rifuggire qualsiasi tipo di responsabilità e consapevolezza, tanto c’è sempre qualcun altro su cui scaricare le colpe, se fosse necessario, perché i lupi purtroppo non parlano e non posso dire la loro.

 

Il problema del disturbo alla fauna non è legato soltanto alla lupa in questione. Tanti sono stati infatti gli animali avvicinati negli anni dai turisti con cibo o per un selfie, rischiando di renderli confidenti e non più in grado di procacciarsi da mangiare da sé. 

 

Da tempo il Parco d'Abruzzo (non a caso) chiude alcuni sentieri in occasione della stagione degli amori per proteggere e tutelare gli orsi marsicani in quel delicato momento (NE PARLAVAMO QUI)

 

Da sabato 26 luglio 2025 a domenica 14 settembre, partirà la regolamentazione del flusso turistico su alcuni itinerari escursionistici: una misura volta a tutelare il camoscio appenninico e a salvaguardare gli ecosistemi attraversati da sentieri molto frequentati.

 

La decisione, ormai una prassi consolidata da oltre trent'anni durante la stagione estiva, mira a trovare un equilibrio tra le esigenze di conservazione dell'area protetta e la fruizione turistica, sempre più intensa nei periodi di alta stagione.

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