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Ambiente | 15 luglio 2025 | 18:00

Sentieri a numero chiuso durante la stagione estiva: il provvedimento del Parco per tutelare i camosci appenninici

Durante il periodo di alta stagione, su tre dei 153 percorsi ufficiali del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, l'accesso sarà consentito esclusivamente solo prenotando un'escursione condotta da una guida qualificata

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ripropone anche quest'anno, da sabato 26 luglio a domenica 14 settembre, la regolamentazione del flusso turistico su alcuni itinerari escursionistici: una misura volta a tutelare il camoscio appenninico e a salvaguardare gli ecosistemi attraversati da sentieri molto frequentati.

 

La decisione, ormai una prassi consolidata da oltre trent'anni durante la stagione estiva, mira a trovare un equilibrio tra le esigenze di conservazione dell'area protetta e la fruizione turistica, sempre più intensa nei periodi di alta stagione.

 

Come sottolineato dai responsabili del Parco, "la Val di Rose, il Monte Amaro e il Monte Meta sono cattedrali di biodiversità da visitare in punta di piedi, con lo stesso rispetto che si porta dinnanzi ad opere d'arte e monumenti di un tempo passato". Questi ambienti naturali, infatti, sono regolati da fragili e complessi equilibri che rischiano di essere compromessi da un'eccessiva affluenza.

 

Per tale motivo, durante il periodo di alta stagione, verrà introdotto il numero chiuso controllato su tre dei 153 sentieri ufficiali del Parco, scelti per la loro importanza ecologica e per l'elevata frequentazione. Il provvedimento interesserà il sentiero I1, che da Civitella Alfedena conduce al Rifugio di Forca Resuni, attraversando la Val di Rose; il sentiero F1, che da Val Fondillo porta alla cima del Monte Amaro e il sentiero L1, che dal Pianoro Campitelli sale in cima al Monte Meta.

 

Da fine luglio a metà settembre, l'accesso a questi percorsi sarà consentito esclusivamente previa prenotazione di un'escursione guidata con una delle guide qualificate incaricate dal Parco. "Le Guide sapranno accompagnarvi in totale sicurezza, svelandovi i segreti e le storie della Natura del Parco. Le escursioni sono a pagamento", informa il Parco. 

 

Il Pnalm fornisce i riferimenti utili per chi fosse interessato a prenotare le escursioni guidate, lungo gli itinerari interdetti al libero accesso (QUI le informazioni). 

IL CAMOSCIO APPENNINICO

L'istituzione del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e un'attenta opera di tutela hanno contribuito a salvare questo raro ungulato dall'estinzione. Negli ultimi decenni, la popolazione di camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) è infatti aumentata al punto da permettere, attraverso programmi di ricerca mirati, la sua reintroduzione in altre aree protette dell'Appennino da cui era scomparso.

 

All'interno dell'area protetta, spiega il Pnalm, il camoscio appenninico risulta presente sui monti della Camosciara, sul Monte Meta, sulle Mainarde, sul Monte Amaro, sul Monte Marsicano e sulle montagne che circondano la Val Canneto.

 

L'habitat ideale è costituito dagli ambienti d'alta quota, tra i 1.200 e i 2.000 metri sul livello del mare, dove questi camosci trovano un ambiente perfetto tra praterie e pareti scoscese. Tuttavia, quando l'inverno porta nevicate abbondanti, scendono a valle per cercare rifugio e cibo nel bosco.

 

La loro vita media è di circa 15 anni, un periodo durante il quale si muovono con incredibile destrezza tra le rocce e le praterie. Essendo erbivori, la loro dieta si basa sulla vegetazione di montagna. Particolarmente importante per il suo apporto proteico è una pianta, denominata Festuco-Trifolietum thalii, una comunità vegetale che si sviluppa in aree esposte a nord e substrato debolmente acido.

 

La riproduzione avviene tra ottobre e novembre, durante la stagione degli amori. In questo periodo, i maschi si impegnano in spericolate lotte per assicurarsi il diritto di accoppiarsi con più femmine. A maggio, dopo circa sei mesi di gestazione, le femmine partoriscono solitamente un solo cucciolo.

 

Le loro corna, presenti in entrambi i sessi, sono molto sviluppate e rappresentano un tratto distintivo di questa specie. Il mantello del camoscio appenninico subisce un notevole cambiamento tra le stagioni: in estate è di un uniforme marrone chiaro, mentre in inverno assume una tipica colorazione più vistosa, con fasce bianche, nere e brune.

 

L'iniziativa estiva portata avanti dal Parco ricorda a tutti i frequentatori dell'area protetta che la montagna non è solo un luogo da visitare, ma un ambiente da tutelare. Muoversi in questi luoghi in punta di piedi, con rispetto e consapevolezza, significa contribuire attivamente alla salvaguardia di un patrimonio naturale dal valore inestimabile.

 

In apertura, due fotografie di Valentino Mastrella - archivio Pnalm

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