La sua linfa causa gravi ustioni e danni alla vista: rimosse quasi 28mila piante di Panace di Mantegazza in un anno a Lamon
E' il risultato della seconda campagna di rimozione della specie esotica invasiva a Lamon, in particolare nel sito Natura 2000 “Valli del Cismon – Vanoi: Monte Coppolo”. Si tratta di una pianta altamente pericolosa per la salute umana, ricorda l'assessore regionale al territorio e ai parchi Cristiano Corazzari: “Capace in caso di contatto di causare importanti ustioni cutanee e danni agli occhi”

BELLUNO. Da pianta ornamentale a minaccia per l'ambiente e la salute umana: la diffusione della Panace di Mantegazza nel Nord Italia continua e nel Bellunese prosegue l'opera di rimozione della pericolosa specie esotica invasiva. In particolare, riporta la Regione Veneto, si è conclusa in questi giorni la seconda campagna di rimozione a Lamon, nel sito Natura 2000 “Valli del Cismon – Vanoi: Monte Coppolo”.
Si tratta di una zona di rilevante interesse ecologico e naturalistico dell'area alpina nella quale, come in altri siti, si sta diffondendo la cosiddetta “panace gigante” - il nome deriva dalle grandi dimensioni della pianta, che può crescere fino ad un'altezza di 4-5 metri. E i numeri dell'iniziativa sono impressionanti: in tutto il 2025 infatti nel solo territorio di Lamon sono state rimosse ben 27.598 piante.
La pericolosità della specie risiede nella sua linfa, fototossica e in grado di causare, a contatto con la pelle e irradiata dal sole, lesioni simili a ustioni che possono impiegare mesi o anche anni a guarire del tutto. In caso di contatto con gli occhi, può comportare cecità momentanea o permanente.
Per quanto riguarda il Veneto, spiega l'assessore regionale al territorio e ai parchi, Cristiano Corazzari: “Le principali segnalazioni della presenza della specie riguardano il Bellunese, tra Agordo, Sedico e soprattutto Lamon. La prima campagna di rimozione è partita lo scorso anno. La Regione, in collaborazione con l'Università di Padova per la parte scientifica e con Veneto agricoltura per la parte operativa, è impegnata attivamente nel costante monitoraggio e nelle operazioni di contrasto alla diffusione”.
Originaria del Caucaso, la Panace di Mantegazza è arrivata in Europa come pianta ornamentale, considerato l'aspetto maestoso e imponente che assume con la fioritura, diventando una specie invasiva in molte aree – con tutti i rischi del caso per animali ed esseri umani. Diffusa potenzialmente in tutte le Regioni del Nord Italia, la sua presenza è stata accertata in Veneto, Trentino Alto Adige e Lombardia.
Vista la pericolosità della specie, l'intervento a Lamon – promosso dalla Regione Veneto in collaborazione con l'Agenzia Veneta per l'innovazione nel settore primario-Veneto agricoltura – è stato portato avanti da personale specializzato e attrezzato con particolari dispositivi di protezione. Il supporto scientifico è stato fornito dal dipartimento territorio e sistemi agro-forestali dell'Università degli studi di Padova.
“Stiamo lavorando assiduamente – conclude Corazzari – per contrastare le specie esotiche invasive che causano danni all'economia, alla salute e alla biodiversità. Oltre agli interventi di rimozione proseguiamo con concreti momenti di formazione, avviati sin dallo scorso anno, con i diversi enti, con le amministrazioni locali e con i corpi di polizia”.












