Gare illegali, jeep che corrono sui sentieri e devastano l'ambiente, rifiuti abbandonati da 30 anni, bracconaggio: un'area verde casa di animali e uccelli protetti ''terra di nessuno''
Un’ampia area compresa tra San Vito al Tagliamento e il greto del fiume ospita numerose specie protette, ma di fatto è priva di qualsiasi tutela. Per questo, una decina di volontari ha dato vita al gruppo “Riserva Naturale di Carbona”, con l’obiettivo di difendere il territorio dall’uso indiscriminato di veicoli a motore, dal bracconaggio e dall’abbandono di rifiuti ingombranti

PORDENONE. Gare illegali e corse tra i sentieri sia con moto che con macchine, bracconaggio, abbandono di rifiuti, inquinamento di ogni tipo, il tutto in un'area verde, con boschi, prati, animali che la vivono, uccelli e anche anfibi estremamente rari. E' un viaggio in una sorta di “terra di nessuno” quello nel quale ci accompagnano i volontari della ''Riserva Naturale di Carbona'' che sono i guardiani di questo luogo abbandonato da tutti ma che avrebbe un potenziale enorme dal punto di vista ambientale e naturalistico.

“Non essendoci veri e propri divieti, non esiste un controllo serio. È terra di nessuno, ma quest’area andrebbe tutelata e le persone sensibilizzate”: è questo l’appello che arriva da uno dei volontari Alessandro Bortolussi. L’area interessata, situata tra il Comune di San Vito al Tagliamento, la frazione di Carbona e il greto del fiume Tagliamento, comprende diverse zone umide e importanti siti di nidificazione per specie rare e protette. Il gruppo di volontari “Riserva Naturale di Carbona” è nato circa quattro anni fa. Dieci appassionati di natura e profondi conoscitori della zona, si occupano di monitorarla e tutelarla: “Vorremmo almeno riuscire a creare un biotopo, per poi sviluppare percorsi legati a un turismo lento e sostenibile. Rispetto ad altre risorse naturali regionali, non ha niente da invidiare. Al momento, però, né il Comune né la Regione sembrano realmente interessati alla causa – spiega Bortolussi -. Organizziamo spesso eventi, come escursioni guidate e camminate, con l’obiettivo di sensibilizzare sulle specie più importanti e a rischio. Durante queste attività spieghiamo il ruolo di ciascuna specie e perché è fondamentale tutelare queste zone”.
Una discarica a cielo aperto
Un esempio significativo di queste iniziative promosse dalla cittadinanza è rappresentato dalle giornate ecologiche. Una di queste è stata organizzata nei giorni scorsi: il laghetto di Carbona, una delle zone umide più importanti dell’area versava in condizioni disastrose da almeno 30 anni per l’abbandono massiccio di rifiuti. In questo triste scenario la natura però non si è arresa e tra i rifiuti sono emerse numerose specie rare e protette, tra cui il tritone crestato, la rana di Lataste, l'orbettino, la lucertola muraiola e la natrice dal collare. “Tutto ciò a segnare il fatto che la natura non si ferma di fronte a niente” spiega Bortolussi.
“E' una situazione davvero critica – spiega Andrea D’Innocenzo, referente iniziative tutela ambientale Fare Verde Fvg -. Durante la giornata abbiamo trovato anche un sacco di rifiuti pericolosi, tra cui batterie d’auto, taniche di olio motore, residui di prodotti fitosanitari, lastre di eternit che abbiamo già segnalato tramite geolocalizzazione. Io pensavo che il problema fosse più recente, però effettivamente sono stati trovati dei rifiuti insoliti come un’antenna tv, un casco da parrucchiera e parecchio materiale da cantiere. La cosa assurda è che il maggior numero di anfibi ritrovati è stato proprio vicino ai rifiuti e questo ci dà molta speranza per il futuro. Ci fa capire quanto sia importante fare il possibile per salvare queste specie un tempo comunissime sul nostro territorio”.
Fuoristrada sul Tagliamento
Un ulteriore problema è rappresentato dal transito non regolamentato di veicoli nell’area. Il passaggio di auto, moto e fuoristrada mette a rischio le specie presenti, in particolare uccelli e anfibi, compromettendo i siti di nidificazione e gli habitat più sensibili del Tagliamento e dei Magredi. Le segnalazioni evidenziano una presenza costante, con raduni anche settimanali, nonostante i ripetuti richiami e la presenza di cartelli di divieto. L’attività fuoristrada sul greto e il guado del fiume è infatti vietata su tutto il territorio di San Vito al Tagliamento, proprio per tutelare la nidificazione di specie come l’Occhione e il Corriere piccolo.
Bracconaggio a Corona
Un’ulteriore minaccia per la fauna selvatica e la biodiversità dell’area è costituita dalla caccia illegale: in più occasioni sono stati segnalati rumori riconducibili a spari. Inoltre, nelle vicinanze dell’area — che dovrebbe essere tutelata — non risultano presenti riserve di caccia, elemento che rafforza il sospetto di episodi di bracconaggio, pur trattandosi di circostanze che necessitano di verifiche da parte delle autorità competenti. “Noi speriamo che il Comune in qualche modo ci ascolti. Si deve puntare alla manutenzione di questi ambientali, con sfalci e taglio degli alberi, altrimenti parte delle zone umide rischiano di recedere: una volta scomparse, scompariranno con loro anche le specie che ci vivono – conclude D’Innocenzo -. Nel corso degli anni sono stati segnalati avvistamenti di molte specie di particolare interesse, così come la presenza di specie aliene che, espandendosi, rappresentano una minaccia per la biodiversità locale. Sono necessari interventi più rigidi”.












