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Trento
31 marzo | 19:12

"Il fotovoltaico deve stare sui tetti: un prato di montagna ricoperto di pannelli sarebbe uno sfregio al paesaggio. Abbiamo necessità urgente di fermare il consumo di suolo"

L'associazione ambientalista Italia Nostra contro l'ipotesi di collocare in un prato di Predazzo un parco fotovoltaico per la costruzione di una Comunità Energetica Rinnovabile in val di Fiemme: "I pannelli devono stare sui tetti, non possono invadere terreno libero, assolutamente non devono invadere prati e campi, né in zone montane, né in pianura. La terra è da rispettare. Il consumo di suolo è da bloccare"

di Redazione

PREDAZZO. Esprime preoccupazione e manda un "sollecito", l'associazione Italia Nostra: un sollecito a tema pannelli fotovoltaici diretto alla Regola Feudale di Predazzo e alla val di Fiemme. 

 

Qualche giorno fa infatti è emersa pubblicamente la volontà della Regola Feudale di costituire una Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) per fornire energia diretta alle aziende locali. Ad oggi non c’è un vero e proprio progetto, ma la decisione di avviare un percorso di approfondimento di questa tematica. Il fatto che turba l'associazione ambientalista però è che c’è già un'indicazione precisa: il parco fotovoltaico è proposto a terra, in un grande prato in località Coste, nel comune di Predazzo.

 

"Certo - evidenzia la sezione trentina di Italia Nostra -, prossimamente verrà attivato un dibattito per analizzare i problemi di fattibilità tecnica, di resa effettiva, di economicità e per risolvere i vincoli sul terreno (proprietà, usi civici, affitti, tutele), ma la decisione di localizzare una notevole quantità di pannelli fotovoltaici su un terreno libero, in un ambiente alpino, è assolutamente contraria ai principi di tutela paesaggistica".

 

"Come si può affermare: 'un progetto decisamente ambizioso, che tocca temi caldi come la transizione ecologica e la valorizzazione del territorio', quando la proposta di riferisce ad un parco fotovoltaico previsto su un terreno vergine? In questo caso si può parlare solo di valorizzazione economica, non certo di valorizzazione paesaggistica. Può essere che la proposta si giustifichi per il fatto che tale zona sia abbastanza defilata, ma il paesaggio non è perimetrabile: uno sfregio incide su tutto l’intorno visibile, anche quello più distante".

 

Insomma, secondo gli ambientalisti "una Cer che preveda l’impianto fotovoltaico sui prati o sui campi non valorizza le risorse sul territorio ma è paragonabile a un’azienda con scopi principalmente economici. Per dilatare la finalità delle Cer anche all’ambito ambientale e paesaggistico deve essere fatta una scelta prioritaria ed etica: i pannelli devono stare sui tetti, non possono invadere terreno libero, assolutamente non devono invadere prati e campi, né in zone montane, né in pianura. La terra è da rispettare. Il consumo di suolo è da bloccare". 

 

"Com’è possibile che i nostri amministratori da una parte plaudano a buone pratiche messe in atto dalla Magnifica comunità di Fiemme, che recentemente si è aggiudicata il premio nazionale del paesaggio 2026 promosso dal Ministero della Cultura, e dall’altra autorizzino e sovvenzionino, con cospicui finanziamenti pubblici, interventi che deturpano i versanti montuosi dello stesso territorio?", prosegue Italia Nostra. "Non è finalmente ora di impostare una logica e coerente politica di salvaguardia dei beni comuni e collettivi, tra cui svetta il paesaggio, in modo organico e coerente?". 

 

"Abbiamo necessità urgente - conclude l'associazione - di fermare il consumo di suolo al fine di preservare il nostro delicato ecosistema, in linea con lo straordinario messaggio contenuto nell’enciclica 'Laudato sì' di papa Francesco".

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