Il Lago Ghedina è ancora a secco nonostante le rassicurazioni del sindaco, il gestore del ristorante: ''Qui si annuncia una stagione buca''. Interrogazione in Comune
“Bisogna aspettare che inizino i primi caldi per l’afflusso di acqua” aveva dichiarato il sindaco di Cortina. La situazione però non sembra essere migliorata affatto: il lago Ghedina è ancora a secco e l’ex sindaco Gianpietro Ghedina è intervenuto inviando al Comune una serie di domande per comprendere cosa sia effettivamente stato fatto. Nel frattempo, anche il gestore del ristorante sulle sponde del lago attende risposte: “Se il lago non c’è, qui si annuncia una stagione buca”

CORTINA. Nonostante le recenti rassicurazioni da parte del sindaco di Cortina Lorenzi Gianluca, la situazione del Lago Ghedina è ancora critica. La quantità d’acqua è infatti ancora molto scarsa e le risposte sembrano metterci un po’ troppo ad arrivare.
Il lago Ghedina, nel territorio di Cortina d’Ampezzo, questa primavera ha subito un drastico prosciugamento. Come abbiamo già accennato tempo fa (Qui l’articolo) già a fine marzo risultavano presenti solamente poche pozze d’acqua stagnante e, il ruscello che normalmente contribuisce al mantenimento del livello idrico era completamente a secco.
Inizialmente, il Sindaco Lorenzi pareva minimizzare la condizione del lago, dichiarando: “Bisogna aspettare che inizino i primi caldi per l’afflusso di acqua. Tutto è assolutamente normale, almeno per i laghi che conosco io”. A seguito della dichiarazione però, alcuni tecnici si sono comunque presentati per condurre un sopralluogo e secondo quanto riportato dal Corriere delle Alpi, sembra che sul prosciugamento del lago Ghedina abbiano inciso tre fattori: “La mancanza d’acqua delle fonti naturali, i problemi di permeabilità del lago e una perdita d’acqua dalle condotte idriche all’altezza della pista da bob”.
Negli ultimi giorni, vista la criticità della situazione, per ottenere risposte, è stata depositata in Comune un’interrogazione firmata da parte dell’ex sindaco, Gianpietro Ghedina, che chiede lumi sulla questione: “A seguito delle verifiche, si è riscontrato un lieve e lento aumento del livello del lago, ma ad oggi, fine maggio, si è nuovamente prosciugato - scrive l’ex primo cittadino nel documento rilasciato al Comune -. Il Sindaco Lorenzi, in questa nuova fase di emergenza, ha poi riferito che sarebbero in corso verifiche, aggiungendo che, eventuali perdite non sono di competenza dell'amministrazione. Considerato però che il Comune ha il dovere di tutelare e salvaguardare il patrimonio naturale presente nel proprio territorio, anche quando le criticità possano coinvolgere altri enti, società o soggetti a vario titolo responsabili e che la rilevanza dell’evento, oltre alle ricadute ambientali, paesaggistiche e di interesse pubblico, rendono necessaria una risposta amministrativa tempestiva, trasparente e verificabile, si intende interrogare il sindaco e l’amministrazione comunale”
Il proprietario del ristorante sulle sponde del lago, Antonio Saliola, nel frattempo, attende anche lui chiarimenti sulla questione e più volte, come accennato nell'articolo del 13 maggio, ha denunciato il disinteresse dei confronti della sua attività: “A secco da metà marzo, è cresciuto anche il numero di cancellazioni – ha spiegato il gestore -. Sulle cause e i danni, ognuno dice una cosa diversa e la verità non è chiara. Sta di fatto che, non era mai successo che l’acqua non arrivasse fino alla riva. In molti anni non ho mai visto una situazione simile”.
Una cosa è certa, il lago e l’attività ristorativa sulle sue sponde, vista la situazione piuttosto critica, potrà difficilmente sostenere una normale stagione turistica: “Tra annullamenti e rinvii sono già saltati tre matrimoni a causa di questo problema, si annuncia una stagione buca. Se il lago non c’è rimane solo il ristorante vuoto” aveva dichiarato il gestore del ristorante, Antonio Saliola.
Quindi, ora non resta che attendere le tanto agognate risposte alle domande poste dall’ex sindaco Ghedina all'amministrazione comunale e riportate qui di seguito:
“Quali verifiche sono state avviate per studiare il caso, e quali le modalità tecniche utilizzate (soggetti coinvolti, tempi, report, soglie di controllo). L'amministrazione ha effettuato un nuovo accertamento delle cause che hanno determinato l’interruzione dell’afflusso del ruscello rispetto alla prima fase di primavera? Esistono documenti, risultanze scritte tramite le quali si possa individuare l’origine del fenomeno?” si legge nel documento.
E poi ancora: “Quali le iniziative che il Comune ha intrapreso per garantire il ripristino del livello del lago? Anche attraverso richieste d’intervento, procedure di coordinamento e/o monitoraggio condiviso, interlocuzioni con soggetti competenti, ed eventuali azioni sostitutive o di messa in sicurezza, se necessarie?”
Si chiede se l’amministrazione intenda richiedere e/o pretendere, nei confronti dei soggetti eventualmente responsabili, interventi mirati a eliminare le cause della dispersione/interruzione idrica e con quali tempi. E dopo: “Quali sono le tempistiche previste per un ripristino e/o per un piano di monitoraggio e gestione dell’evento, con indicazione di scadenze e di responsabilità?”
Al momento pare che alcuni tecnici stiano proseguendo con lo studio del caso, "ma- continua l'ex sindaco -, se il Comune ritiene corretto limitarsi a dichiarare che eventuali perdite non sono di competenza dell’amministrazione, cosa sta facendo oltre alle verifiche per evitare il protrarsi del danno ambientale e per assicurare il ripristino del lago”.












