Rifugio Tonini, la ricostruzione verrà affidata ad uno studio di Vicenza: "Il metodo di selezione apre prospettive, valorizza il territorio e restituisce progetti solidi"
Nel 2016 un incendio lo aveva completamente distrutto. Il sindaco Alessandro Santuari: "Finalmente, dopo dieci anni dal tragico incendio, il nuovo Rifugio Tonini ha un volto". Il presidente della Sat, Cristian Ferrari: "Il quadro economico complessivo è oggi stimato tra 2 e 2,5 milioni di euro"

TRENTO. È lo studio RigonSimonetti di Vicenza, in collaborazione con lo studio Filippo Brutto e il gruppo tecnico Bim Design Group ad aggiudicarsi il concorso di progettazione per la ricostruzione del Rifugio "Giovanni Tonini", storica struttura dell'Altopiano di Pinè.
Inaugurato nel 1972 e donato successivamente alla Sat dalla famiglia Tonini, era stato ristrutturato negli anni 1999–2000 e nuovamente nel biennio 2010–2011. Nel 2016 un incendio lo aveva completamente distrutto.
Il progetto vincitore è stato presentato questa mattina, 15 gennaio, allo Spazio Alpino della Sat, dove sono stati illustrati anche i criteri che hanno guidato la selezione e i prossimi passaggi dell’iter che porterà alla realizzazione del nuovo rifugio. Il prossimo passo ora sarà la stesura del progetto definitivo ed esecutivo, con l’obiettivo di avviare il cantiere nella prima finestra temporale utile, compatibilmente con le autorizzazioni e le complessità logistiche dell’area.
Sono stati ben 130 gli studi di progettazione che hanno partecipato al concorso, di cui due provenienti da Austria e Finlandia. E dopo una prima fase di valutazione, la giuria ha scelto il progetto dello studio RigonSimonetti. Al vincitore spetta l'incarico di redigere il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte).
“Oggi, la ricostruzione del Rifugio Tonini compie un passo decisivo, e lo fa attraverso uno strumento, il concorso di progettazione, che per la Sat non è solo una procedura tecnica, ma una scelta culturale – ha affermato il presidente Sat, Cristian Ferrari. - È un metodo che apre prospettive, valorizza il territorio e restituisce alla comunità progetti solidi, condivisi e all’altezza dei luoghi in cui sorgeranno”.
Il rifugio sarà diviso in due livelli, con 24 posti letto, spazi per il gestore, una sala da 54 posti, bar e cucina con accesso diretto al plateatico. Sarà una struttura ibrida, con basamento in pietra e calcestruzzo e volume superiore in legno, con una forte integrazione paesaggistica con Malga Spruggio e al riuso della pietra del vecchio rifugio.
Il risultato è un edificio capace di esprimere continuità con la storia del Tonini, affrontando al tempo stesso le sfide contemporanee della sostenibilità, dell’accessibilità e della qualità architettonica. Il progetto infatti, prevede sistemi costruttivi prefabbricati per una cantierizzazione stimata in 5–6 mesi, la costruzione di un impianto ibrido (pompa di calore + biomassa) e fotovoltaico da 25,8 kWp, e prestazioni energetiche in classe A+.
A sintetizzare le ragioni della scelta del progetto vincitore è il presidente della giuria, Franco Tagliabue: “La qualità media delle proposte era molto elevata, e questo ha reso il lavoro della giuria lungo e articolato. Il progetto vincitore si distingue per l’equilibrio tra tradizione e contemporaneità, per il rapporto misurato con il paesaggio e per la capacità di reinterpretare in chiave attuale la tipologia del rifugio alpino. È un edificio sobrio e accogliente, costruito con i materiali della tradizione – pietra e legno – e al tempo stesso tecnicamente adeguato e pronto a essere realizzato in un contesto difficile come quello del Tonini. Il valore combinato di questi elementi ha fatto emergere la proposta come la più completa e convincente”.
Soddisfatto anche il sindaco di Baselga di Piné, Alessandro Santuari, che evidenzia il significato della ricostruzione per la comunità e per l’altopiano: “C'è grande entusiasmo per l'esito del concorso di progettazione: finalmente, dopo dieci anni dal tragico incendio, il nuovo Rifugio Tonini ha un volto. Questo risultato è il frutto di una straordinaria collaborazione tra Sat, Asuc proprietarie, Comune e Provincia. Grazie a questa sinergia siamo riusciti a individuare linee guida progettuali per arrivare ad una soluzione non solo architettonica, ma che confidiamo saprà parlare nuovamente al cuore degli amanti della montagna, rispettando profondamente la natura del luogo e la sua storia".
Quanto alla definizione dettagliata dei costi, questa sarà parte integrante della prossima fase progettuale. "Considerando tutte le altre voci necessarie – spese tecniche, oneri, allacciamenti, logistica in quota, sicurezza e imprevisti – il quadro economico complessivo è oggi stimato tra 2 e 2,5 milioni di euro - ha evidenziato il presidente della Sat, Cristian Ferrari. - Si tratta di valori preliminari, che saranno definiti con precisione al termine del progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte)".












