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Trento
18 gennaio | 21:48

Un becco affilato e piume bianche, tanti gli avvistamenti di questo volatile (FOTO e VIDEO). Gli esperti di Citizen Science Muse spiegano di che animale si tratta

Dalla val di Non all'Alto Garda, diversi gli avvistamenti di questo volatile. Una presenza che incuriosisce molte persone. Ecco le informazioni degli esperti di Citizen science Muse

Foto di Karol Tabarelli de Fatis
di Gaia Giovannini e Arianna Maccani (Liceo Prati)

TRENTO. Affilato becco giallo-arancio, piume candide e sfumature dorate: il volatile è stato avvistato di recente nella zona di Caldonazzo ma ci sono segnalazioni anche in val di Non e nell'Alto Garda, dalla val di Fassa, val di Sole e dalla val Giudicarie. Tante le immagini, pubblicate anche su Citizen science Muse (un gruppo Facebook ideato due anni fa dal museo trentino, con il quale è possibile contribuire alla ricerca scientifica postando fotografie o video di animali, insetti, piante, e ogni ''curiosità'' legata al mondo naturale), e molta la curiosità delle persone.

 

Ma di che animale si tratta? E' l'Airone guardabuoi (Bubulcus ibis): tozzo volatile di medie dimensioni di origini africane. 


(Foto di Karol Tabarelli de Fatis)

Con zampe, collo e becco relativamente corti, appare complessivamente bianco se visto da distanza, ma presenta ciuffi di penne fulvo-aranciate sul capo, sul petto e sul dorso. Come gli altri aironi, vola tenendo il collo ripiegato a forma di “esse”, posa che gli conferisce un aspetto “senza collo”.

 

 

In Italia, la prima nidificazione della specie è avvenuta in Sardegna, nel 1985. Successivamente ha colonizzato altre aree ed è attualmente diffusa in buona parte d’Italia, e il numero di individui appare in netto incremento, specialmente nella provincia di Venezia: è infatti aumentata da 1-2 coppie nel 1985 a 1.187 nel 2002. 

 

Gli aironi guardabuoi, specie molto abbondante nella vicina Pianura Padana, potrebbero essere stati spinti dal freddo delle ultime settimane a risalire la Valle dell’Adige e a diffondersi nelle vallate trentine; auspicabilmente alla ricerca di condizioni migliori. Si tratta di una specie protetta dalla legge 157/92 che, frequentando i campi coltivati, si nutre anche di roditori dannosi per le derrate alimentari.

 

Dove trova rifugio l'Airone guardabuoi? Le maggiori presenze si osservano in zone umide attigue ad ambienti agricoli: spesso, per motivi legati alla ricerca di cibo, questi volatili seguono i trattori durante le fasi di lavorazione dei campi. Pur essendo l’airone meno legato all’ambiente acquatico, per nidificare predilige aree con canneti e boschetti igrofili, trovando rifugio su alberi bassi o arbusti. 


(Foto di Karol Tabarelli de Fatis)

È una specie spiccatamente gregaria in tutti i periodi dell’anno e nel periodo riproduttivo si stabilisce in colonie, spesso con altre specie di ardeidi, uccelli acquatici. Solitamente nidifica in garzaie, costruendo un nido poco profondo, con rametti e steli di canna. Talvolta i nidi sono così vicini da toccarsi gli uni con gli altri: nelle garzaie di Chioggia, ad esempio, sono stati contati fino a 500 individui.


(Foto di Karol Tabarelli de Fatis)

Di cosa si nutre? Le piccole prede di cui questo airone si alimenta - come insetti, rettili e altri piccoli animali -, sono spesso messe in fuga da mandrie di grossi erbivori terrestri, come bufali, cavalli. Ecco perché frequentemente l’Airone guardabuoi si posa sul groppone degli animali, dove riesce a nutrirsi degli insetti e dei parassiti nascosti tra il pelame; il bestiame così, oltre a trarre vantaggio dalla liberazione dai parassiti, sfrutta anche l’allarme che gli uccelli danno in caso di pericolo: da qui il nome di Airone guardabuoi. 

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