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Da Renée Zellweger a Laura Dern, solo premi dovuti alle donne nella 92esima edizione degli Oscar

L’unica novità, la vittoria di un film per la prima volta in lingua non inglese, quattro statuette, le principali, per “Parasite” del sudcoreano Bong Joon Ho, Palma d’Oro a Cannes, che si accaparra l’Oscar come miglior film, regia, film internazionale, sceneggiatura originale
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Di Alda Baglioni - 10 febbraio 2020

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

E’ questa la tendenza, altro che par condicio. Alla 92esima edizione degli Academy Awards le donne hanno ricevuto solo premi dovuti

 

Miglior attrice protagonista, Renée Zellweger con “Judy”. Già dai trailer si vedeva che avrebbe vinto una figura americana travagliata e discussa come Judy Garland,  entrata nel mito con l’interpretazione de “Il mago di Oz”. L’attrice ce l’ha messa tutta per trasformarsi, mimetizzarsi ed emozionare vivendo la tortuosa vita della diva.

 

L’altro Oscar è stato assegnato a Laura Dern come Miglior attrice non protagonista in “Storia di un matrimonio”. Una drammatica storia familiare, il film era in concorso alla Mostra del cinema di Venezia: ignorato. Joaquin Phoenix invece vincitore del Leone d’Oro con “Joker” conferma il suo carisma e vince anche l’Oscar come miglior attore protagonista.

 

L’unica novità, la vittoria di un film per la prima volta in lingua non inglese, quattro statuette, le principali, per “Parasite” del sudcoreano Bong Joon Ho, Palma d’Oro a Cannes, che si accaparra l’Oscar come miglior film, regia, film internazionale, sceneggiatura originale.  Un film decisamente originale e violento, una storia che sa coinvolgere nel suo essere universale che inserisce nella colonna sonora la voce di Gianni Morandi che canta “In ginocchio da te”.

 

Insomma le donne si sono viste solo sul red carpet con mise da urlo, in platea e come annunciatrici sul palco. Natalie Portman lo ha fatto notare proprio sul red carpet indossando sopra il sul lustroso vestito un mantello in cui erano ricamati i nomi delle registe e dei film scartati dagli Oscar.

 

Sono registe che testimoniano le eccellenze come Celine Sciamma con “Ritratto di una giovane in fiamme”,  dove sono palesi le capacità artistiche. 

 

Donne che fanno la differenza. Come Lina Wertmuller  già premio Oscar onorario alla carriera con Geena Davis: Governors Awards. Si vuole acclamare un cinema femminile che vive di gloria?

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