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Festival di Venezia, si parte e la prima polemica è per i film italiani in concorso che ''parlano'' tutti inglese

Ieri il via ufficiale alla Biennale con Ryan Gosling, “First man”. E' una delle edizioni più ''maschili'' di sempre. Da non perdere la sezione Classici restaurati
DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 30 agosto 2018

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

Ci siamo. La Mostra del Cinema di Venezia ha aperto i battenti. Dal 29 agosto all’8 settembre più di cento film in sezioni differenti, per tutti i gusti, direttore Alberto Barbera. La giuria ha come Presidente il carismatico premio Oscar Guillermo del Toro. Padrino della mostra Michele Riondino. Il Lungomare Marconi è pronto ad accogliere il mondo del cinema.

 

Due i numeri principali: 21 e 3, i film in concorso e quelli italiani. Si apre già la polemica, i tre film italiani “Suspiria” di Luca Guadagnino”, “Capri-Revolucion” di Mario Martone, “Che fare quando il mondo è in fiamme” di Roberto Minervini”, parlano in inglese. Si parte già con il piede sbagliato? L’italiano sta diventando una lingua in via d’estinzione? Da mettere in luce la minima presenza di donne alla regia. Solo “The Nightingale” di Jennifer Kent. Nell’arte non si applica la par condicio, si dice. Ma questo è un dato che fa riflettere. E non solo riguardo all’Italia.

 

La mostra ha aperto con un film in concorso, guarda caso americano, di Damien Chazelle, che dopo “La la land” sceglie come protagonista ancora Ryan Gosling, “First man”. Gosling non ballerà ma volerà tra le stelle nei panni di Neil Armstrong. Le validissime sezioni collaterali: Orizzonti, Settimana della Critica e Giornata degli autori, renderanno competitiva la scelta dei film da visionare.

 

Per non parlare di Venezia Classici con i migliori film restaurati dove una giuria di studenti di cinema assegnerà i premi del miglior film restaurato. Per esempio l’indimenticabile “La notte di San Lorenzo” di Paolo e Vittorio Taviani, oppure lo splendido “A qualcuno piace caldo” di Billy Wilder.

 

Tra le novità, al Lazzaretto Vecchio (già collaudata l’anno scorso), la realtà virtuale con quaranta lavori, accoglierà i più aperti a nuove esperienze visive per scoprire che veramente tutto è possibile.

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