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| 06 dic 2025 | 10:26

"Giovani madri" dei fratelli Dardenne: un'emozionante storia corale

DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 06 dicembre 2025

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore

Il crudo realismo emoziona. Storie di ragazze e il loro essere madri senza una famiglia alle spalle. "Giovani madri", l’ultimo film dei fratelli Dardenne, è capace di entrare, con naturalezza, nel cuore dei personaggi.

 

I registi belgi si sono documentati frequentando una “maison maternelle”, una casa famiglia in Belgio.

 

Sarà proprio questo il luogo, vicino Liegi, in cui cinque ragazze vivono durante la maternità e dopo, con i loro piccoli.

 

Sono Jessica, Perla, Julian, Ariane e Naima, unite e capaci di scambiarsi favori ed esperienze nella vita in comune; diverse fra loro, tra un passato tossico, una madre mai conosciuta, un’altra violenta, la speranza di ricostruire una famiglia sembra un labile obiettivo davanti a giovani padri spesso irresponsabili oppure inesistenti.

 

Senza colonna sonora, per intensificare il realismo, si entra nell’intimo delle non ancora diciottenni, tra delusioni, debolezze e speranze per il loro piccolo. La casa-famiglia da’ loro l’opportunità di essere seguite con scrupolosa attenzione dalle assistenti sociali che le accompagnano e le sostengono con forza.

 

Le ragazze dovranno far fronte a scelte dolorose, come quella di Ariane, che pensa di affidare la solare bimba ad una coppia capace di darle quello che ora lei non potrà offrire. I primi piani, spesso in interni, ci mostrano la quotidianità di queste ragazze.

 

Discorsi dinamici che rivelano la solidarietà di gruppo e narrano, come in un documentario, i rapporti tra le giovani mamme e l’arida realtà che sta fuori. 

 

La casa diviene un punto di riferimento fondamentale per acquistare fiducia.

 

Una forza interiore che si avverte crescere, nella coralità di una vita in comune fatta di semplici regole da rispettare. Le giovani attrici emergenti, alcune al loro debutto, hanno contribuito a dare un aspetto autentico alla storia e hanno dovuto confrontarsi con veri neonati.

 

Il cinema di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne, conosciuto per i bassi costi di produzione (Palma d’Oro a Cannes 1999 con “Rosetta”), il realismo sociale, le tematiche come la povertà e l’emarginazione, con questo film raggiungono l’apice dell’umanità.

 

Presentato al Festival di Cannes 2025, il film ha ottenuto il Premio per la Miglior Sceneggiatura.

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