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Il cinema che parla attraverso gli occhi delle donne come mezzo per immaginare e riflettere. "Mickey on the road" esplora il tema dell'autorevolezza femminile

In una 38esima edizione con una giuria tutta femminile, i temi cardine del Torino Film Festival sono lo smarrimento e l'identità. Con l’opera in concorso “Mickey on the road”, si segue la storia di due giovani ragazze alla ricerca di loro stesse
DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 25 November 2020

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

Chi fermerà la violenza sulle donne? La 38esima edizione del Torino Film Festival, con l’opera in concorso “Mickey on the road” ci porta a riflettere su questa domanda.

 

La pellicola ci mostra due ragazze, Mickey e Gin Gin, che vogliono affermarsi tra Taiwan e la grande Cina. L'opera è frutto dell'attento lavoro della regista Mian Mian Lu, 44 anni di Taipei. Virtuosa donna forte di studi sul cinema a New York, e la militanza nel teatro d’avanguardia, nonché alcune produzioni di cortometraggi: una contaminazione che la porta a ricercare le inquadrature perfette. Questa è però la sua ‘opera prima’.

 

Siamo in Taiwan, la notte è illuminata dalle ragazze che ballano sulle macchine in movimento in una città semideserta per scopi di (improbabile) promozione pubblicitaria. 

 

Molto teatrale il rapporto fra le due ragazze protagoniste. Amicizia che si consolida grazie ad un complicato viaggio in Cina intrapreso delle due che cercano, una l’ipotetico fidanzato, l’altra il padre che ha abbandonato lei e la madre.

 

“Volevo che il mio film d’esordio fosse emotivamente commovente, capace di esplorare la crescita e l’autorealizzazione di personaggi e di celebrare contemporaneamente i temi senza tempo della sorellanza e della ribellione giovanile”, spiega la regista.

 

Non si fanno sottomettere le due amiche davanti a uomini che le vorrebbero solo usare, o che tradiscono le loro giuste aspettative. Come il padre di Mickey che, una volta arricchito in Cina, per il poco rispetto delle norme ambientali si trova costretto a chiudere la fabbrica. Lui si è dimenticato delle sue origini abbandonando la famiglia.

 

La partenza appare quasi scontata, ma il film diviene un "road movie" che vuole indagare sulla giovane Taiwan - comunità che si scontra con la grande Cina - attraverso le situazioni che saldano l’amicizia tra le due ragazze. Mickey, fisicamente occidentalizzata, un po’ mascolina, con lineamenti delicati, taglio corto e moderno, rispecchia la voglia di esserci ora, recuperando pure le arti marziali come strumento di difesa personale.

 

Ma l’autorevolezza femminile si conquista con i modelli maschili di violenza? Oppure difendersi anche fisicamente diviene un modo per imporsi e farsi rispettare in una società che vede il corpo della donna come un oggetto da possedere, esibire e buttare?

 

Mickey vuole fare danza rituale e Gin Gin ama la go-go dance. Ma questo non ha importanza, rilevante è non dimenticarsi “il suono della pioggia che cade sulle foglie di banano”, come viene più volte detto nel film.

 

Il Torino Film Festival dal è partito il 20 novembre e si concluderà il 28. Smarrimento e la ricerca della propria identità sono i temi dell’edizione e la giuria è composta da sole donne. 12 sono i film in concorso su 133. Il neo direttore è Stefano Francia di Celle, ed è tutto online grazie allo streaming Mymovies.

 

Oggi, 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne, in questo momento difficile, dove il Covid sembra voglia far emergere tutti i conflitti e creare smarrimento, il cinema – in particolare questo del Tff - che parla con gli occhi di una donna, rimane un mezzo per immaginare e riflettere. Perché la solidarietà ci può cambiare, a tutte le età.

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