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La più grande esposizione antologica su Artschwager e la libera innovatrice della femminilità di Duncun. Le novità del Mart tra mostre e spazi nuovi

Due mostre diverse per un pubblico differente. La prima mostra autunnale curata da uno dei più grandi critici d’arte contemporanea e poi l'allestimento su Isadora Duncan
DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 14 ottobre 2019

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

Le novità al Mart sono tante. Il presidente Vittorio Sgarbi, non ha bisogno di presentazioni. Rimane il direttore Gianfranco Maraniello.

 

Altre novità: gli spazi della ristorazione, chiusi ed abbandonato da tempo, dati in mano ad uno chef stellato, Alfio Ghezzi, che aprirà le porte del bar ristorante il 22 ottobre.

 

Due mostre diverse per un pubblico differente. La prima mostra autunnale curata da uno dei più grandi critici d’arte contemporanea: Germano Celant che collabora con Guggenheim Museum Bilbao e presenta Richard Artschwager.

 

Dal 12 ottobre al 2 febbraio 2020 la più grande esposizione antologica dell’artista statunitense, sarà esposta nelle sale del Mart grazie ai prestiti di grandi collezioni come Whitney Museum di New York oppure Broad Art Foundation Emanuel Hoffmann Foundation di Basilea per fare degli esempi. Ottanta opere circa tra le migliori dell’artista considerato esponente della “Minimal Art”. Artschwager era molto amico di Celant. Una lunga amicizia che parte dal 1968 a New York e continua nel tempo.

 

Il 9 ottobre 2012 l’artista nato a Washington viene presentato a Roma alla Gagosian Gallery. Morirà l’anno dopo. La sua ricerca esprime con decisione come gli oggetti di uso quotidiano cambino le loro funzioni e si trasformino. Dal “ready made” di Duchamp alla Pop Art, al minimalismo per eliminare il superfluo.

 

Il 19 ottobre fino al primo marzo, a cura di Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, produzione Mart Rovereto- Fondazione Cr Firenze “Isadora Duncan”. La danzatrice nata a San Francisco nel 1877, è considerata libera innovatrice della femminilità. La Duncan rompe con la danza accademica, abolisce le scarpette da punta, utilizza abiti semplici, leggeri, si ispira al peplo dell’antica Grecia.

 

La danza a piedi nudi dimostra le scelte innovative della Duncan. L’artista si ispira alle tre grazie de “La primavera” di Sandro Botticelli. La mostra vuole mettere in evidenza il legame con l’Italia e con artisti che furono da lei ispirati come Boccioni, Depero, Severini, Casorati, Campigli, Giò Ponti.

 

Opening al pubblico l’11 ottobre alle 19 per “Richard Artschwager”. Per “Isadora Duncan” presentazione per il pubblico il 17 ottobre alle 18 con ingresso libero.

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