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Trento Film Festival numero 68, i Vignaioli uniti tra montagna, vino e canti della Georgia

Protagonisti assoluti i vignaioli trentini e altoatesini e la dichiarata intesa tra la Camera di Commercio di Trento con quella di Bolzano. Durante la conferenza stampa del 14 gennaio a palazzo Roccabruna di Trento, vengono annunciate le novità: i Vignaioli di montagna del Trentino e dell’Alto Adige si presenteranno assieme in una manifestazione fuori dalla regione
Narikala fortress, Tbilisi, Georgia
DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 14 January 2020

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

Il vino unisce. E’ quanto emerso alla Conferenza stampa che anticipa alcune iniziative della 68 edizione del Trento Film Festival dal 25 aprile al 3 maggio.

 

Protagonisti assoluti i vignaioli trentini e altoatesini e la dichiarata intesa tra la Camera di Commercio di Trento con quella di Bolzano. Durante la conferenza stampa del 14 gennaio a palazzo Roccabruna di Trento, vengono annunciate le novità: i Vignaioli di montagna del Trentino e dell’Alto Adige si presenteranno assieme in una manifestazione fuori dalla regione.

 

Risultato: una tre giorni di intensi incontri dove il cinema avrà uno spazio di eccellenza a Bologna negli storici spazi del Cinema Lumière della Fondazione Cineteca e nella Biblioteca Renzo Renzi.

 

Sabato 1 febbraio i Vignaioli trentini ed altoatesini saranno protagonisti di una mostra sui vini artigianali alpini. Le aziende presenti saranno quaranta, divise equamente tra Trentino e Alto Adige.

 

Domenica 2 febbraio anteprima della 68 Trento Film Festival, due appuntamenti nel pomeriggio e in serata sempre al cinema Lumière, il documentario “Our Blood is Wine” di Emily Railsback, Usa 2018, girato in Georgia, paese invitato per “Destinazione…” rassegna molto apprezzata al Trento Film Festival.

 

Lunedì 3 febbraio tre masterclass sul tema ”Vitienologia delle terre alte”. Posti limitati. La Georgia ha le sue tradizioni vitivinicole. Le grandi anfore di terracotta, rigorosamente create a mano da abili artigiani, sotterrate dai georgiani per realizzare il vino, ora vengono contese tra i vignaioli biologici, per sperimentare le arcaiche abitudini.

 

Ma la Georgia è conosciuta anche per i suoi canti polifonici molto amati da Corrado Bungaro musicista, assessore alla cultura di Trento e lo dichiara con entusiasmo alla conferenza stampa. Un entusiasmo che ha affascinato anche Stravinsky e la Nasa che ha mandato i canti nello spazio.

 

I canti polifonici rappresentano l’evoluzione antropologica di un popolo che ha origini remote, IV secolo a.c., un canto corale che trasmette emozioni di eternità. Il presidente del Trento Film Festival, Mauro Leveghi, motiva la scelta del Paese caucasico: “Noi siamo legati a questo affascinante Paese per l’intenso rapporto dell’uomo con la montagna attraverso consuetudini millenarie che hanno fatto della Georgia la culla, nel mondo della viticoltura e del canto polifonico, primo Patrimonio culturale immateriale riconosciuto dall’Unesco”.

 

Oltre a Leveghi la direttrice del Trento Film Festival, Luana Bisesti, ha messo in risalto la vitalità cinematografica della Georgia. Rosario Fichera dell’ufficio stampa del Trento Film Festival ha fatto da coordinatore tra gli interventi: il presidente della Camera di commercio di Bolzano, i rappresentanti dei vignaioli di Trento e Bolzano e il presidente della Camera del commercio di Trento, Gianni Bort.

 

Per il programma completo bisognerà aspettare la fine di febbraio (Qui info). Intanto si può vedere il programma completo di “Vignaioli di montagna” a Bologna (Qui info).

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