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Il più antico dei vangeli

In quest'anno liturgico, la Chiesa cattolica compie la lettura del vangelo secondo Marco, il più antico dei quattro vangeli. Oggi – seconda domenica di Avvento – vengono letti i primi otto versetti: l'incipit del vangelo
DAL BLOG
Di Alessandro Anderle - 10 dicembre 2017

Laureato in Filosofia e laureando in Scienze Religiose. Insegno Pluralismo e dialogo fra le religioni,

Mc 1,1-8 Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

 

«Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio»: questo, secondo gli studiosi, non è altro che il titolo della narrazione che segue. Interessante notare che, nei codici più antichi, la parte finale, «Figlio di Dio», non compare. È sempre bene tener presente, inoltre, che secondo l'ipotesi oggi più accreditata, questa narrazione che conosciamo come vangelo secondo Marco, originariamente era stata composta per essere letta interamente in una notte. Durante la veglia pasquale, infatti, attorno al 70 d.C., a Roma – comunità di appartenenza di “Marco” -, i catecumeni ricevevano il battesimo. La narrazione che oggi cominciamo a commentare aveva la funzione specifica di iniziare i catecumeni alla sequela di Cristo. «La prima parte (Mc 1,1-8,29) costituiva una catechesi per far conoscere al catecumeno chi era Gesù; la seconda parte (8,30-16,8) aveva lo scopo di stimolarlo alla sua sequela sulla via della croce, per essere conformato alla sua morte e risurrezione, e reso partecipe della vita eterna» (A. Poppi).

 

La citazione del profeta Isaia, in realtà, non gli appartiene interamente. Solamente «voce di uno che grida nel deserto: ...» lo è, la parte precedente unisce una citazione dall'Esodo e da Malachia. Isaia, con questa frase, voleva sollecitare il popolo a «raddrizzare i sentieri» - in senso morale, poiché la venuta del Signore era vicina.

 

La figura di Giovanni è centrale per capire quale fosse la comprensione raggiunta dalla comunità cristiana – almeno quella a cui Marco apparteneva – su Gesù stesso. Giovanni, nella narrazione, ricopre una funzione essenziale affinché la “cultura” di quel tempo potesse “verificare” che Gesù fosse effettivamente il Messia atteso. Secondo la profezia di Malachia sopra riportata, infatti, la venuta del Signore sarà preceduta da un suo messaggero, il profeta Elia. Giovanni, quindi, altro non sarebbe che il profeta Elia. Le tracce che vanno di questa identificazione si trovano anche nell'abbigliamento: «Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi», e di Elia si scrive: «era un uomo peloso; una cintura di cuoio gli cingeva i fianchi» (2Re 1,8).

 

Giovanni, la cui austerità esistenziale riporta a quella degli antichi profeti, è dunque identificato con la figura di Elia che deve «preparare la via» per l'avvento del Messia, Gesù. È oltremodo importante notare il “come” questa via viene preparata: attraverso «un battesimo di conversione (metanoia = cambiamento di mente. Si trattava di un appello profetico al ravvedimento. Il rito per sé non effettuava la conversione, ma esprimeva il pentimento e la volontà di cambiare vita» (A. Poppi).

 

Questa narrazione, volta ad introdurre la figura di Gesù come Messia/Cristo, si conclude con una nota: «Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Secondo la visione profetica, infatti, il Figlio dell'uomo avrebbe compiuto la purificazione d'Israele con lo Spirito (pneuma, letteralmente “vento”) e il fuoco.

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