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Il teatro immersivo e la silent opera fanno centro, il pubblico diventa protagonista dello spettacolo

Il futuro del teatro musicale è brillante e trepidante, così come la curiosità del suo pubblico. Il successo ottenuto è la conferma del desiderio di sperimentare il contemporaneo e rivivere l’opera attraverso nuove suggestioni
Foto di Fondazione Haydn Bolzano e Trento
Dal blog di Alice Nardelli - 08 marzo 2019 - 14:44

Tre recite sold-out a Le Gallerie di Piedicastello e Oper.a 20.21 vince ogni scommessa.

 

Sabato 2 e domenica 3 marzo, la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento ha presentato “Vixen”, il quarto spettacolo della Stagione di teatro musicale. “La piccola volpe astuta” del compositore ceco Leoš Janáček, andata in scena per la prima volta nel 1924, si attualizza nella versione della giovane e già acclamata regista Daisy Evans, direttrice artistica di Silent Opera.

 

Gli animali protagonisti del libretto originale prendono vita in una nuova generazione di ragazzi borderline, ma contraddistinti da personalità profonde e la foresta originaria si riadatta in un’ambientazione underground (la prima rappresentazione nel 2017 è avvenuta infatti sotto la Waterloo Station di Londra) perfettamente inserita ne Le Gallerie di Piedicastello. I due tunnel della città di Trento, utilizzati fino al 2007 e successivamente gestiti dalla Fondazione Museo Storico del Trentino, si sono trasformati in un palcoscenico perfetto per gli intenti registici innovativi e coinvolgenti di “Vixen”.

 

Fin dall’ingresso nella galleria nera, il pubblico è stato parte integrante dello spettacolo. Le distanze con gli esecutori e le scenografie sono state completamente annullate a favore di un’immersione totale nelle vicende della giovane, ribelle e coraggiosa Vixen. Attraverso lo svolgersi della narrazione, cantanti e musicisti hanno fatto da guida agli spettatori, accompagnati nelle tre scene a rincorrere la fuga della protagonista.

 

Il coinvolgimento emotivo è stato in continuo crescendo, nella speranza di un lieto fine che l’opera non prevede. La splendida volpe di Janáček è qui trasformata in una senzatetto che cerca di sopravvivere al degrado urbano, fuggendo alle attenzioni moleste degli sbandati. Costante e forte è la ricerca di indipendenza e di affermazione di sé per cui Vixen è disposta a sacrificare la sua vita. Sorprendente l’interpretazione della giovane soprano Rosie Lomas non solo dal punto di vista vocale, ma anche scenico e teatrale.

 

L’intero cast è l’espressione perfetta del teatro immersivo voluto da Daisy Evans, in cui i cantanti e i musicisti sono attori incaricati di abolire qualsiasi distanza tra il pubblico e quello che tradizionalmente accade sul palcoscenico. I protagonisti si aggirano tra la folla di persone cantando, parlando, talvolta ballando e all’occorrenza formando un gruppo di musicisti di strada (flauto, clarinetto, violino, oboe e melodica).

 

Non esiste alcun tipo di barriera visiva, spaziale o musicale. La Silent Opera di Evans prende spunto dalla silent disco e propone al pubblico l’ascolto in cuffia della musica precedentemente registrata e mixata con l’esecuzione dal vivo dei cantanti.

 

La direzione musicale di “Vixen” è stata affidata a Stephen Higgins che ha composto orchestrazioni della partitura originale, accompagnamenti realizzati al campionatore e sonorità elettroniche psichedeliche. Le quattro voci liriche dei protagonisti e l’ensemble strumentale presente in scena, si esibiscono invece dal vivo con l’utilizzo di microfoni che ne permettono il mixaggio con la musica registrata.

 

L’esperienza avvolgente di “Vixen” è stata arricchita dalla presenza di un cast giovanissimo, energico e di altissimo livello artistico.

 

Il futuro del teatro musicale è brillante e trepidante, così come la curiosità del suo pubblico. Il successo ottenuto è la conferma del desiderio di sperimentare il contemporaneo e rivivere l’opera attraverso nuove suggestioni, obiettivo che la Fondazione Haydn sta portando avanti con costanza e con un seguito di interesse in continua crescita.

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