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| 30 nov 2018 | 20:43

Una giostra di movimenti, la danza urbana della coreografa andalusa Blanca Li conquista il Teatro Sociale di Trento

Uno spettacolo in grado di elettrizzare il palcoscenico trentino. La Stagione di InDanza proseguirà a Rovereto e Trento nel gennaio 2019
Una giostra di movimenti, la danza urbana della coreografa andalusa Blanca Li conquista il Teatro Sociale di Trento
DAL BLOG
Di Alice Nardelli - 30 novembre 2018

La dinamicità di un’artista poliedrica come Blanca Li ha saputo dar vita ad un vortice colorato di emozioni e positività nel suo nuovo spettacolo, debuttato al Mac de Créteil nel dicembre 2017.

 

Con “Elektrik” la coreografa andalusa ha dipinto un vero e proprio inno alla vita attraverso l’omaggio ad una danza urbana capace di elettrizzare l’entusiasta palcoscenico trentino, che ha avuto la fortuna di ospitare il debutto nazionale di una performance di altissimo livello.

 

Il Teatro Sociale si è trasformato senza opporre alcuna resistenza in una trama intrecciata fatta di banlieue e gioiosi Boulevards parigini, abitati dagli straordinari ballerini della compagnia che prende il nome proprio dalla celebre coreografa.

 

Bach, Vivaldi e Scarlatti hanno abbracciato le sonorità elettriche nelle composizioni originali di Tao Gutierrez, dando vita sul palco ad una giostra di dinamicità ininterrotta. I movimenti vorticosi ed esplosivi di uno stile come quello électro, non ancora propriamente definito, travolgono la scena in un continuum di energia implacabile che smuove l’anima di ogni spettatore.

 

Tra il pubblico giovani adolescenti, universitari, adulti e nonni uniti in questa giostra di movimenti che non ha lasciato un attimo di tregua al cuore che batte a ritmo di passi di danza. Danza in grado di cogliere le sfumature di una vita intera.

 

Le coreografie di Blanca Li non attraversano solo ogni genere di ballo (dal classico, al contemporaneo e dal flamenco all’hip hop), ma rivivono le emozioni di una giornata immaginata sulle rive della Senna o ad una stazione metropolitana. Gli assoli dei ballerini sono rivolti alla ricerca dell’altro, dei legami che in questo vortice di emozioni rimangono il tema principale. La vita con le sue sfumature, talvolta malinconiche ma sempre alla ricerca della positività, rifiorisce nella forza del gruppo e nella sua energia.

 

Le mani diventano il linguaggio dei sentimenti, l’anelito della speranza e la ricerca dell’unione, creando giochi ironici, turbini impazziti e messaggi carichi di significato.

 

Le braccia degli otto danzatori recitano le parole di Audrey Hepburn: “Ricorda, se hai bisogno di una mano, la troverai alla fine del tuo braccio e mentre diventi più grande, ricorda che hai un'altra mano: la prima serve ad aiutare te stesso, la seconda serve ad aiutare gli altri".

 

Trento ha dimostrato di avere voglia di ballare, abbandonare i pensieri, riempirsi di colori e divertirsi con i ballerini che sul battito di mani finale hanno invaso la platea.

 

La fortuna di avere direttori artisti coraggiosi e volonterosi di regalare appuntamenti di altissima qualità, è un dato di fatto di cui tutti dovremmo essere consapevoli e riconoscenti. La Stagione di InDanza proseguirà a Rovereto Trento nel gennaio 2019.

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