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| 26 aprile | 15:13

Con Michael impossibile tenere fermi i piedi durante il film e il nipote Jafaar Jackson che lo interpreta è da brividi

DAL BLOG
Di Barbara Mastronardi - 26 aprile 2026

 Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.

Tutto....ed il contrario di tutto. Una sola cosa resta innegabilmente un dogma. Il suo assoluto, totale, incommensurabile talento. Su questo non si discute. Sfido chiunque. Michael. Regia di Antoine Fuqua. Produttore Graham King, lo stesso di Bohemian Rhapsody. E questo la dice lunga. 1° in classifica al Box Office. Biopic già controverso sulla vita di Michael Jackson. Una figura dai molteplici aspetti, complicata e ambigua. Sono note le vicende a lui ascrivibili . Nel corso del tempo sono molteplici le versioni sulle accuse nei suoi confronti, anche se, anni dopo, l'attore Macaulay Culkin -Mamma ho perso l'aereo-ha affermato che il cantante era molto gentile e dolce nei confronti dei bambini.

 

Sono anche emerse testimonianze sul fatto che Jordan Chandler, il suo accusatore, fosse stato spinto dal padre nell'intento di ottenere uno dei motori del mondo, il dio denaro. E Michael stesso diceva spesso che si sentiva in pericolo, perché nero, ricco sfondato, e di successo. Il numero dei suoi dischi venduti superò quello dei Beatles e di Elvis Presley. Chi lo frequentata diceva che era educato, buono e sincero. Nel 2009 il mondo ha perso un arista eccelso ed il suo medico Conrad Murray è stato condannato per la sua morte, qualsiasi cosa sia stata detta su di lui.

 

Su questa pellicola sono già stati spesi fiumi di parole. Si critica il fatto che la biografia si fermi strumentalmente in un preciso punto. Si obietta che manchino delle figure importanti. "Al mondo c'è una sola cosa peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé". Diceva Oscar Wilde nel suo romanzo Il ritratto di Dorian Gray (1890). E Michael ha centrato in pieno l'obbiettivo. Sorvolo volutamente su quanto narrato tranne forse un piccolo particolare, Peter Pan, i bambini sperduti, ed il suo potente, profondo e assoluto amore nei confronti degli animali. Juliano Krue Valdi, uno strepitoso Michael Jackson bambino, e Jafaar Jackson, nipote diretto di Michael, figlio del fratello Jermain, membro dei Jackson 5, che lo interpreta nel durante, tolgono letteralmente il fiato, da quanto sono incredibilmente bravi.

 

Jafaar è Michael. Da brividi. In ogni più piccola sfaccettatura. I suoi movimenti, la scioltezza, la potenza dello sguardo. Unico. Travolge chi lo guarda. Scatena l'istinto primordiale della danza. Ho passato gran parte della durata del film a battere i piedi a tempo di musica. Impossibile rinunciarvi. È forse una celebrazione addolcita, vuole anche magari riabilitare la sua figura. Solo lui sapeva la verità e se l'è portata con sé. Emerge un'oscura figura paterna, opprimente e diabolica, dipinta da Colman Domingo. Un'interpretazione che rimarrà a mio parere stigmatizzata nella storia del cinema. Molto vera la madre, Nia Long, che insegna come chi li ha creati trova sempre il coraggio di difendere i suoi figli. Ad ogni costo. Resta intatto un fatto fondamentale.

 

È un messaggio potente, indubbiamente rivolto prevalentemente ai giovani d'oggi, ma anche a tutti quanti. Rendetevi conto di cosa sia un simbolo assoluto , un'icona senza tempo...e di quanto, in sostanza sia nata partendo da zero. Il sogno americano più puro. E non si può oggettivamente obiettare nulla a questa metafora sulla vita reale. Lui è musica. Lui è ritmo. Lui è un tutt'uno con le sue emozioni. E mai come in questa sua versione traspare così chiaramente.

 

"La sua leggenda è immortale. Solo chi sogna può volare. Dovete fare pensieri dolci e meravigliosi. Saranno loro a sollevarvi in aria".

Peter Pan.

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