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| 02 giu 2025 | 11:21

"La trama fenicia" di Wes Anderson, ti frastorna ma è grande cinema tra super attori e una regia impeccabile

DAL BLOG
Di Barbara Mastronardi - 02 giugno 2025

 Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.

Sono uscita piuttosto frastornata. E' strano, come al suo solito, ma questa volta le batte tutte. Assolutamente. "La trama fenicia" di Wes Anderson. I film singolari sono senza dubbio alcuno il suo marchio di fabbrica. E anche i cammei degli attori famosi il film ne è colmo. Con Asteroid City del 2023 Wes Anderson aveva dato vita ad una satira che metteva in risalto quanto di più assurdo può succedere nella vita, e come dimenticare "The grand Budapest Hotel" del 2014. Il film che ha vinto 4 Premi Oscar, un premio ai Nastri d'Argento, un premio ai David di Donatello, è stato premiato al Festival di Berlino, e In Italia al ha incassato 4,7 milioni di euro.

 

La Trama fenicia è, al momento, 3° in classifica al Box Office e gli ingredienti ci sono tutti per sfondare. Anni '50, un miliardario che sembra bionico, una figlia suora, insetti, un aereo pazzesco, un pilota arrabbiato, bombe a mano e pipe e pugnali tempestati di pietre preziose. Il tutto mescolato in questa favola anticonformista e anticapitalista, dove il valore del denaro alla fine viene ridimensionato e davvero tanto. Ci sono grandi attori, che come di consueto recitano brevemente, ma sfoggiando tutta la loro facondia, Tom Hanks, Bill Murray, Charlotte Gainsbourg, per citarne alcuni. Le scene colorate ed in bianco e nero si alternano con sottile maestria, e questa estetica così particolare, inconsueta con i suoi paesaggi inventati, unita ad un sarcasmo pungente e talvolta tagliente come una lama, rappresentano il suo modo di raccontare il mondo.

 

In questo caso una profonda riflessione sulla vita e sulla morte, con un Benicio del Toro che ci regala primi piani intensi e calibrati, perfetti per il carisma indiscusso del suo personaggio che, appunto, non muore mai. C'è tutto ed il contrario di tutto, fede, cinismo, spie e tentativi di omicidio dei più disparati, cattiveria e bontà, amore romantico, in un caleidoscopico incalzante di avvenimenti assurdi. Troviamo la famiglia disfunzionale, un padre assente, una figlia triste, una redenzione. Un cinema che ricorda il teatro e le pellicole degli anni '50, non soltanto perché è il periodo di ambientazione, ma per la regia che lo ricorda, con i suoi piani fissi frontali e una grande profondità di campo.

 

Il bello del cinema è proprio questo: ti trasporta come per magia sulle ali della fantasia e tutto sparisce nel buio della sala, i pensieri svaniscono. E la mente vola. Leggera. "Immagineresti mai di poterti innamorare di un uomo come me, per ipotesi?'', "Sei ubriaco, dopo tre birre".

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