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| 06 apr 2025 | 11:11

"La vita da grandi", un film che ci ricorda che il fine di tutto è essere felici

DAL BLOG
Di Barbara Mastronardi - 06 aprile 2025

 Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.

Non saprei se definirlo un atto di profonda introspezione e tenerezza o una lucida consapevolezza sulla realtà della vita ..forse entrambe. "La vita da grandi", prima prova di regia dell'attrice Greta Scarano, ci prende per mano, e ci accompagna lieve nel mondo particolare e sfaccettato dell'autismo. È talmente particolare che si intuisce essere ispirata ad una storia vera, raccontata da Margherita Tercon e il fratello Damiano, cantante lirico con la sindrome di Asperger nel suo romanzo "Mia sorella mi rompe le balle".

 

I protagonisti, la giovane Matilda De Angelis e Yuri Turci, al suo esordio cinematografico , attore toscano autistico nella vita reale, creano un vero e proprio cammeo emozionale, mille e non più mille sentimenti si alternano sullo schermo in un archetipo sincero della vita e delle sue alternanze. La cosa che più cattura chi guarda è la profonda realtà dei sentimenti altalenanti che, comunque ognuno di noi sperimenta nella sua vita. E ti ci riconosci profondamente in ogni piccolo avvenimento, buono o cattivo che sia. In un mondo per lo più cinico e dedito all' apparenza, colpisce e sbalestra emotivamente la storia fresca e delicata di questi due fratelli. 

 

Chiunque, pur non essendo in una realtà di disabilità può riscontrare una parte di sé. Questo è uno dei segreti. Scopri piano piano i sentimenti che saltano fuori malandrini da un apparente iniziale insensibilità di Irene, che lotta da tutta la sua vita con una rivalità di sottile gelosia verso Omar, che ha catturato in toto, secondo lei , l'attenzione dei suoi genitori. E il suo cammino emotivo la porta, suo malgrado, a capire che non è proprio tutto come appare, quello che sembra in realtà è diverso e la sua anima si rende consapevole di tante tante cose che prima non comprendeva.

 

Tutto un corollario di personaggi particolari, la madre, Piera una Maria Amelia Monti, molto vera e sofferta. il padre Walter, Paolo Hendel, lucidamente consapevole del suo ruolo di equilibrista in tutta la vicenda, il suo fidanzato, Ugo, Adriano Pantaleo che in primis è ostile, ma poi trasportato dal suo grande amore per lei..capisce, tanti tanti altri e persino un tenero e delizioso cagnolino creano un piccolo grande affresco senza tempo. Perché vederlo? È un film che dà una profonda consapevolezza di una parte fondamentale della nostra vita.

 

Questo mi sentirei di affermare in tutta verità...la profonda realtà della sua lucida consapevolezza del segreto dell'esistenza, alla quale ogni essere umano nel suo profondo aspira e sempre lo farà. Essere felice.

 

Omar (Yuri Tuci): Sono Omar Nanni, ho 39 anni, 11 mesi e 6 giorni. Come professione voglio diventare un cantante famoso.

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