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| 08 febbraio | 20:29

"Sentimental value", semplicemente un vero capolavoro

DAL BLOG
Di Barbara Mastronardi - 08 febbraio 2026

 Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.

Difficile. Difficilissimo direi. La mia regola d'oro è non spoilerare nulla della trama di un film. Questa volta sono in difficoltà...perché l'intensità, la pregnanza di quello che ho appena visto vuole prepotentemente uscire e descriversi con queste parole scritte...e raccontare, raccontare ..ogni minima sfumatura, avvenimento, inquadratura, che rende questa pellicola assolutamente unica nel suo genere.

 

"Sentimental value", regia e sceneggiatura del norvegese Joachim Trier. 9 candidature a Premi Oscar: Miglior Film, Film Internazionale, Regia (Joachim Trier), Attrice Protagonista (Renate Reinsve), Attore Non Protagonista (Stellan Skarsgård), Attrice Non Protagonista (Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas), Sceneggiatura Originale, Montaggio. Premiato al Festival di Cannes, 7 candidature e un premio ai Golden Globes, innumerevoli altre candidature e  8° in classifica al Box Office.

 

E a mio modesto parere è tutto ampiamente meritato. Un assoluto capolavoro. Lo dice il titolo stesso, il valore dei sentimenti. Tratta un argomento analizzato in tutte le sue possibili sfaccettature dal cinema di tutti i paesi del mondo quello dell'assoluta complessità dei rapporti familiari e la fragilità intrinseca dell'essere umano...ma è diverso.

 

Ciò che lo rende così unico nel suo genere è la grande, veramente assoluta maestria dello stile narrativo. La vicenda è fluida, tenera e coinvolgente. Si dipana con tanti piccoli cammei descrittivi uno più saliente dell'altro. I personaggi si raccontano senza inibizioni o fraintendimenti. È così particolare, che scuote le emozioni più profonde, scava nell'anima, senza che tu ne sia consapevole e conscio. Una scena per tutte, e non aggiungerò altro, dice tutto, assolutamente tutto, con un semplice, lungo e profondo sguardo reciproco fra i due protagonisti. Possono un paio di occhi contenere un mondo di parole? Si, come dice la famosa frase, "gli sguardi sono frasi perfette".

 

Indubbiamente contribuisce a tutto questo la grande abilità recitativa dei protagonisti, in assoluto Stellan Skarsgård e Renate Reinsve, ma anche Inga Ibsdotter Lilleas, Elle Fanning non sono da meno, e ognuno dei partecipanti a questi grande affresco famigliare riesce ad uscire dal grande schermo per entrare, in quel momento, nella tua esistenza. E senza accorgertene cominci a ricordare, a paragonare la tua di vita agli avvenimenti che si svolgono strutturati con abili flash back, ed il tempo vola sornione mentre quasi non te ne accorgi. E perché? Presto detto. La storia è così profondamente umana e vera. Descrive esseri umani imperfetti e fallaci, ma tanto tanto reali, appassionati e profondi in tutti i possibili risvolti della loro anima che la vivi intensamente mentre le scene scorrono veloci.

 

Le loro voci interiori parlano alle crepe dei muri della dimora che fa da filo conduttore, ed esse assumono ben altro significato. Una casa e i suoi cambiamenti nel tempo, I ricordi, il dolore, l' amore, il desiderio deluso e tormentato, la passione per il teatro, un fiume impetuoso di sentimenti che ti avvolgono come in un mantello di emozioni. Oltre che essere una profonda riflessione sulla famiglia, sulla potenza dei sentimenti, in un certo qual modo strizza l' occhio in modo vagamente critico al nuovo modo di fare cinema delle grandi piattaforme, e lo fa anche questo con grande umanità, attraverso la descrizione di una folla di personaggi di ogni genere, con il filo conduttore che mai viene a mancare, ovvero la vulnerabilità dell'essere umano.

 

È un film che non si dimentica, uno di quelli che lasciano il segno. Ti fa pensare alla tua esistenza ed alla ragion d'essere ma soprattutto ti insegna che non bisogna mai perdere la speranza. Mai. A nessun costo.

 

Come diceva Rossella O Hara in Via col vento..

"Domani è un altro giorno "

 

"So che pensi di non essere in grado di prenderti cura di qualcuno, ma tu c'eri per me. Quando la mamma stava male, mi lavavi i capelli, li pettinavi, mi accompagnavi a scuola, mi facevi sentire al sicuro".

(Agnes a Nora). 

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