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La Libraia, come un libro può trasformare un'adolescente in un'adulta

Fulvia degl'Innocenti ha presentato di recente il suo libro (edizioni San Paolo Ragazzi) a Trento.Un testo che nasce come "per ragazzi" ma come tante cose "per bambini" o "per adolescenti" parla a tutti noi adulti
DAL BLOG
Di Camilla Endrici - 29 ottobre 2016

Il mio comodino è un'instabile pila di libri, e in questo blog proverò a condividere alcune delle letture più belle che mi accompagnano.

Premessa: ho sempre avuto un debole per le storie di incontri profondi tra persone che non sono classificabili nelle categorie tradizionali (chessò: parentela, amicizia, amore). La prima che mi viene in mente è quella raccontata dalla scrittrice ungherese Magda Szabò nel suo straordinario "La porta".

 

E anche La libraia di Fulvia degl'Innocenti (edizioni San Paolo Ragazzi), di recente presentato dalla stessa autrice a Trento, rientra tra queste letture. La libraia è un libro sul "potere curativo" dei libri ma anche, soprattutto, sulla relazione che si crea tra una non più giovane libraia e l'adolescente Lia, una ragazza appena uscita da una comunità di accoglienza. Lia ha passato l'infanzia sballottata tra una famiglia d'origine sgretolata, famiglie affidatarie e infine la comunità. Ribelle, indomabile, sfuggente e seduttiva, Lia viene affidata alla misteriosa Libraia come ultimo tentativo di reinserimento dopo una lunga serie di fallimenti, perché l'aiuti in negozio e impari un mestiere.

 

La Libraia si muove silenziosa, custode di un piccolo mondo in cui cura i mali dell'anima dei suoi affezionati clienti dispensando consigli di tisane alle erbe e letture; Lia, che non ha mai aperto un libro nella sua vita, scalcia e si oppone alla noia in cui si sente precipitata, reagisce provocando e poi fuggendo ma alla fine sarà conquistata proprio dalla capacità della Libraia di lasciarla andare. È così che inizierà ad amare i libri che non le sono stati imposti e si addentrerà nel suo essere adulta.

La Libraia nasce come libro "per ragazzi" ma come tante cose "per bambini" o "per adolescenti" parla tanto a noi adulti. 

 

Con una scrittura semplice e senza fronzoli, chiara e diretta ma mai banale, l'autrice racconta una storia delicata e a tratti commovente. E anche se non penso che il "far emozionare" sia di per sé un requisito per un buon libro, mi rivedo adolescente e penso che avrei amato tanto un libro così. La capacità dell'autrice di parlare ai ragazzi mi ha colpito subito alla presentazione, che è stata fatta nell'ambito di un ciclo di incontri dedicati a un progetto bello e speciale: Vivere.con​_laboratorio per con.vivere​, dedicato alla coabitazione tra adulti. O meglio, tra giovani adulti (ragazzi neomaggiorenni appena usciti da Comunità di accoglienza​, casa famiglia e affido​) e famiglie, coppie, singoli che si offrono per ospitarli. Il tutto sotto l'egida del progetto Giovani per Casa di A.M.A e Agevolando

 

Tra il pubblico c'erano tanti di questi ragazzi, e il modo in cui Fulvia degl'Innocenti sceglieva le parole con cura per conquistarli senza annoiarli, farsi sentire vicina e mai saccente, mi ha convinta a leggerlo. E dopo averlo letto penso ancora di più che i percorsi di coabitazione tra adulti, come quello proposto da Agevolando e A.M.A, meritino di essere conosciuti e diffusi; perché l'accoglienza è sempre reciproca, ed è solo grazie a Lia che anche la Libraia è libera di andare.

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