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Clamoroso a Gardolo, la circoscrizione (retta dal centrosinistra) si dimette contro il Comune e il Prg (del centrosinistra)

L’appartenenza al territorio ha prevalso su quella ad un partito: succede raramente ma a Gardolo è successo. Eccole dunque le conseguenze: un gesto collettivo senza precedenti che potrebbe pesare non poco sulla campagna elettorale per il Comune nel sobborgo più popoloso della città
DAL BLOG
Di Carmine Ragozzino - 23 giugno 2020

Giornalista, ha lavorato per Alto Adige, Gazzettino e Trentino

Passata è la tempesta, odo augelli far festa”. Ora, scomodare Leopardi per il consiglio comunale di Trento pare eccessivo. Ma qualche “augello” della maggioranza comunale ha cantato su Facebook all’indomani dell’approvazione del Piano regolatore, la scorsa settimana. Ora dovrà forse chiedersi se e quanto ha stonato nell’auto - celebrazione. E nella celebrazione senza ombra di dubbio di un pasticcio. Ieri sera quasi tutti i consiglieri circoscrizionali di Gardolo – (sinistra, centro e destra, davvero) – hanno annunciato le loro dimissioni. Saranno formalizzate nelle prossime ore e lunedì prossimo le spiegheranno in pubblico.

 

Due consiglieri su 15 non si sono ancora espressi (mentre 9 hanno già rassegnato le dimissioni). Appare probabile che non si dissoceranno dal clamoroso e inedito atto politico. Un solo consigliere – l’ex cinque stelle Conotter – sembra deciso a non rimettere l’incarico pur concordando. Le sue ragioni sarebbero legate ad una sua proposta sul potenziamento del trasporto pubblico. Che senza più consiglio in carica in ogni caso non avrà modo di essere discussa. “Le dimissioni sono da considerarsi con effetto immediato e tale decisione è motivata dalla totale mancanza di considerazione da parte del consiglio comunale che in data 20 giugno ha votato favorevolmente alla variante al Prg che prevede l’istituzione di una nuova area C3 a Melta in contrasto con quanto espresso democraticamente e all’unanimità nell’ultimo consiglio circoscrizionale del 18 febbraio”. Questo scrive la presidentessa della Circoscrizione, Antonella Mosna.

 

Una presidentessa – del Pd - tutt’altro che barricadiera. Sempre allineata convintamente alla maggioranza in Comune. Sempre, meno che stavolta: anche i “moderati” a volte s’incazzano (per citare il fortunato libro di Matteo Molinari). Identica la motivazione scritta nella lettera di dimissioni di Alessandro Frontuto, presidente della commissione territorio. È lui il consigliere circoscrizionale Pd, dal libero pensiero però, che aveva guidato con dovizia di elementi critici la battaglia contro l’ipotesi di edificare l’area verde di fronte al Parco di Melta.

 

Un’edificazione con la foglia di fico del cohousing e con la realtà di un patteggiamento al ribasso tra la maggioranza e il consigliere di opposizione Merler. Quest’ultimo è il titolare della proposta “prendere o penare sotto il peso dell’ostruzionismo”. Una proposta che fu inserita in maniera carbonara (circoscrizioni all’oscuro per mesi) tra la prima e la seconda adozione del Prg. Merler minacciò l’ostruzionismo ad oltranza sul Prg in caso di non approvazione della C3. La maggioranza abboccò. Dopo mesi di disinteresse e solo per la reazione a Gardolo qualche ripensamento in maggioranza, (Janes, Castelli, Futura). Ma il loro no tardivo non ha scosso i colleghi. Fotocopia saranno le lettere di dimissioni di Ceccaroni, Marighetti e Bordato, (del Pd come Mosna e Frontuto), quelle di Tezzon e Frizzera (Cantiere Civico), di Paoletto, (5 Stelle), di Armani e Spinelli, (Lega). Si è detto pronto ad andarsene anche il vicepresidente della Circoscrizione Mottes, (ex lega ora Fratelli d’Italia). Anche Pisetta, (ancora destra) ha annunciato le dimissioni.

 

Il consiglio circoscrizionale di Gardolo, insomma, non c’è più per un insieme di coerenza e di sostanza. Se l’intero consiglio si era opposto in febbraio ad una scelta urbanistica contestata nel metodo e nel merito, chiedendo lo stralcio della proposta al sindaco e a tutto il consiglio comunale, non c’era da aspettarsi che il via libera “contrattato” nell’aula e nello streaming di palazzo Thun non avesse conseguenze. A Gardolo i consiglieri circoscrizionali lo hanno considerato uno schiaffo al sobborgo. L’appartenenza al territorio ha prevalso su quella ad un partito: succede raramente ma a Gardolo è successo. Eccole dunque le conseguenze: un gesto collettivo senza precedenti che potrebbe pesare non poco sulla campagna elettorale per il Comune nel sobborgo più popoloso della città.

 

Peserà per tutti, ma rischia di pesare di più per la coalizione guidata da Ianeselli perché a Gardolo il centrosinistra nelle ultime elezioni non ha brillato. Il centrodestra avrà gioco facile a spostare il confronto sui propri temi tipici: sicurezza, immigrazione e portafogli vuoti da crisi Covid. Il centrodestra derubricherà a quisquiglia la questione urbanistica. Il centrosinistra si troverà invece di fronte a sensibilità meno disposte a soprassedere sul tema urbanistico. E anche su quello dello sgarbo “in casa”. Alessandro Frontuto, per dire, non le manda certo a dire. Il capogruppo del Pd in Comune - Paolo Serra - celebrando il Prg si era lanciato goffamente contro “estremismo e radicalismo che porta all’immobilismo e non al bene comune”. Dire a nessuno per dire a Cesare…

 

Al suo referente politico in Comune, Alessandro Frontuto replica così: “Un fallimento del principio dello "stop al consumo di suolo" le 4 palazzine e la nuova c3 a Melta (senza che venga risolto l'enorme altro sfregio della c3 ferma da 30 anni a Canova). Spiegherete il perché di questo scempio del territorio a Gardolo e ai Gardoloti e soprattutto perché ad alcuni fate costruire e ad altri no? Difficile. Servono argomenti, solidi. E non se ne vede l'ombra. Credo che sia finalmente giunto il momento di voltare pagina e di dare spazio ad altri rappresentanti. Più in sintonia coi territori. Questa ultima pagina è davvero vergognosa: Serra sei contento dei 15000 mq sotto l'alta tensione! Il non consumo di suolo? Il cohousing del costruire sul costruito? Ma la vergogna? Il confronto con argomenti? È questo il centrosinistra autonomista? Io sono contento di uscire di scena. Date queste condizioni. L'antiambientalismo di centrosinistra non si era mai visto, avete rotto un tabù... E abbiamo assistito al voto del Consiglio Comunale che decide calpestando la volontà (unanime) di una circoscrizione. Con l'unico refrain dei 15000 mq regalati. Clap clap. Ah,dimenticavo l'altro alibi: "ostruzionismo". Mi auguro che le malefatte di alcuni dubbi fautori del bene comune vengano sbugiardate pubblicamente. A breve. In qualche bel dibattito elettorale in piazza”.

 

Il clima non promette dunque bene. Nella campagna elettorale resterà centrale la vicenda dell’area diventata edificabile alla faccia della salvaguardia del consumo di territorio in una zona già ampiamente consumata da urbanizzazioni tutt’altro che razionali. L’area verde di fronte al parco di Melta – va detto per onestà tecnica- non sarà certo “stravolta” da quattro palazzine. Ma la diatriba non era sui metri cubi edificabili o su quelli quadrati che verranno garantiti dalla lottizzazione al Comune per servizi.

 

La partita era simbolica, (l’inutile consumo di suolo) ed era, appunto, di coerenza. Tanto più di fronte ad un sindaco, non un peana, che non perde occasione per giurare la sua attenzione ai territori, (e alle circoscrizioni). Che tesse lodi e sé stesso e alla sua maggioranza dopo il varo del Prg che a Gardolo quell’attenzione e quella regola aurea ambientale ha ignorato. A tre mesi dal voto di settembre si registra il capolavoro politico di una circoscrizione pronta a“sparire”. Per protesta. Il Prg, è ovvio, non è solo Gardolo. Nel Prg varato, va riconosciuto, c’è molta qualità e ci sono scelte importanti per il futuro di Trento.

 

Gli “augelli” della maggioranza continueranno a far festa come se nulla fosse. Come se nulla fosse successo a Gardolo. Ma a Gardolo è in atto una reazione che negli altri sobborghi, nelle altre circoscrizioni, non s’è mai vista. Forse sarà passata la tempesta, possibile ma non sicura, sul Prg. Ma a nord di palazzo Thun il cielo resta cupo. Alla “gallina tornata sulla via” non basterà ripetere il verso del “noi siamo bravi, e se non ci capiscono ciccia”. Perché? Perché qui c’è per la prima volta un intero consiglio circoscrizionale “che non capisce”. E si dimette proprio perché, invece, “ha capito” che conta nulla.

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