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Arte Sella tra sponsor e tosaerba: com'è lontano il progetto, di un tempo, di scoperta tra i boschi dall'ordine razionale di oggi

DAL BLOG
Di Fabio Andreatta - 03 giugno 2022

Costruttore di ripari per chi ha perso tutto. Tessitore di relazioni per comprendere

 

Erano più o meno 18/ 20 anni che non andavo ad arte Sella. Complice la buona giornata, ci sono ritornato. Un tempo si camminava liberamente e si scoprivano le opere sparse qua e là un po' per fortuna un po' per la curiosità di scoprire come dovrebbe essere per l'arte o per le cose della vita che poi alla fine fine sono della  stessa sostanza.

 

Oggi è tutto diverso. A partire dall'ingresso e non tanto per il biglietto quanto soprattutto per la fascetta di rosso dipinta che ti costringono ad indossare al fine di "agevolare" i controllori e sulla cui superficie sono impressi, in modo artistico per carità, numerosi logo Montura.

 

 

Confesso che pagare 9 euro per diventare testimonial di Montura non mi è sembrata una grande idea artistica ma ormai si sa, che arte e denaro, peraltro come da sempre, vanno di pari passo: forse in fondo con il denaro si può portare avanti l'infinita creatività.

 

Una volta entrati ordinate frecce ti indicano il percorso che attenti steward ti avevano informato essere di 45 minuti. Un tempo perfetto né troppo breve né troppo lungo da dedicare alla nostra sete di arte. Le tosaerba erano al lavoro con il loro ronzio e mi chiedevo quale opera fosse, dato che non trovavo il cartellino che ne indicasse titolo, autore ed anno. Certo la foresta come l'arte, va curata e resa vicina alla nostra vita quotidiana ed ai nostri giardini così come i percorsi da cui giustamente non uscire dato che tutto ed ora anche l'arte, deve essere ordinato e regolato.

 

Non mi soffermo sulle opere. Alcune dicono poco, altre sussurrano sommessamente, altre son altro e forse una mi è sembrata raccontare la storia di questa idea che in origine era vera e che oggi è: "apparenza" come quei fori che dicono altro rispetto al tronco su cui son incisi. 

 

 

I cartellini esplicativi dell'opera ben evidenziato il logo questa volta non di Montura, ma di Dolomiti energia. Debbo confessare però che ho riso beatamente quando arrivato ad una installazione dal titolo "Memoriale della luce che fu" ho notato lo sponsor per l'appunto Dolomiti Energia.

 

 

Secondo me assieme alla tosaerba una delle combinazioni più "artistiche" del giro. Eh sì l'arte ha bisogno di essere guidata sia nel suo divenire, percorso, sia nel suo essere, sponsor. Evviva l'arte. Quest'arte. Che tutto regola ed ordina, così come l'uomo a cui è destinata.

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