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La fortuna di entrare nella chiesetta del Passo Udalrico e scoprire gli affreschi della curva absidale che strizzano l'occhio a Raffaello

Mi trovavo a passare per la valle di Cavedine diretto verso Drena. Al Passo Udalrico ho notato che tre persone stavano armeggiando con la bella porta d'ingresso della chiesetta e dentro ho scoperto un piccolo tesoro. Certe scoperte testimoniano unicamente come l'emozione del sapere sia oggi posta dopo le esigenze di un turismo di massa fatto per lo più di fugaci emozioni fisich
DAL BLOG
Di Fabio Andreatta - 04 July 2021

Costruttore di ripari per chi ha perso tutto. Tessitore di relazioni per comprendere

Ieri per una fortunata coincidenza, mi trovavo a passare per la valle di Cavedine diretto verso Drena. Al Passo Udalrico ho notato che tre persone stavano armeggiando con la bella porta d'ingresso della chiesetta che da sempre sta lì ma che mai avevo visto aperta. 

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Ho accostato ed ho chiesto di poter visitare la chiesetta pensando di trovare una dignitosa cappella di epoca barbarica come molte attorno. Ma.. Ma la sorpresa entrando non è stata nella architettura seppur dignitosa, ma negli affreschi che circondano la curva absidale.

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Mi sorprende sempre scoprire luoghi, architetture, edicole o pitture che raccontano molto della nostra storia e del nostro legame con il mondo che ci circondava e che oggi ahimè, al contrario sembra vogliamo chiudere alla nostra conoscenza. Mi chiedo sempre se per la protezione di queste opere, la strada del chiuderle alla vista sia la più consona.

 

Forse la tecnologia o anche una attiva presenza di qualche volontario magari aiutato ed incentivato a tener aperte questi piccoli ma importanti capolavori potrebbe farsi strada ed essere organizzata. Due agosto 1547 sta scritto alla base dell'opera che rappresenta una Madonna con in braccio il figlio. Quello che mi ha rapito però è stato l'osservare l'uccellino che Gesù sembra quasi afferrare per le zampette.

 

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Probabilmente un cardellino dato che Raffaello lo aveva dipinto in una famosa tavola qualche decennio prima. Se andate a vedervi quella di Raffaello e la confrontate con questa vi rendete conto della diversa abilità dei pittori ma ciò che sorprende è la permeabilità del sapere fra luoghi anche molto distanti che forse oggi per certi versi lo sono di più nonostante social e cose simili. 

 

Accanto alla Madonna con Gesù ci stanno San Pietro con la chiave, Sant Antonio Abate con il maialino ai piedi ed alla destra Sant Udalrico con vicino Giovanni Battista. 

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Attorno a queste figure centrali stanno una serie di immagini che raccontano molto della storia della fede cristiana. Ci sono i quattro evangelisti, naturalmente, poi Sant'Agostino e Sant'Ambrogio

 

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Ho scoperto più tardi che il 4 luglio è la ricorrenza di Sant Udalrico e penso che a Lavis abbiano fatto festa ma mi sorprende osservare come Udalrico abbia fatto della capacità di mediazione e dialogo la sua più importante qualità. Poco importa se questi capolavori rimangono persi o nascosti nelle nostre contrade. Testimoniano unicamente come l'emozione del sapere sia oggi posta dopo le esigenze di un turismo di massa fatto per lo più di fugaci emozioni fisiche.

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