Che forza Nadia Battocletti al Palio della Quercia: cosa avrebbe combinato se agli Europei di Birmingham avesse corso anche i 1.500 metri?

Che forza, la Quercia! O meglio il Palio della Quercia, detto in modo completo "Palio Città della Quercia": in sostanza in una cittadina tutt'altro che gigantesca (Rovereto fa poco più di quarantamila, abitanti) il meeting di ATLETICA più antico dello Stivale coi suoi sessantuno anni e sessantadue edizioni.
Dal '65 mai se n'è saltata una, di edizione; in occasione del 2021, in piena pandemia, nello stesso stadio, organizzarono anche i campionati italiani assoluti di atletica, manifestazione che permise allora se non di capire, almeno di intuire, quanto fosse forte (e lo è tuttora) l'atletica italiana.
Allora alla presenza del presidente federale nazionale, Stefano Mei, chissà perché da allora no, nemmeno per l'edizione tonda, quella numero sessanta? Assai probabilmente perché chi organizza non l'aveva votato, mentre in loco a votarlo ci aveva pensato l'altro club, il Lagarina, che può contare con centosedici circa un quarto dei tesserati della Quercia.
"Minuscolerìe cervellotiche" - mi si perdoni il nuovo conio - della politica sportiva: quando cioè si bada più all'ego proprio che all'ago altrui, magari a quello della bilancia di una zona d'Italia, non il Trentino proprio la Lagarina, che incide assai di più del peso specifico dei numeri di presenza di popolazione sul territorio.
Bella edizione, la sessantadue, senza entrar negli spiccioli dei risultati - complessivamente molto buoni - atmosfera, tanta gente in tribuna e...Nadia! Sapientemente inserita la sua gara in coda al programma ha permesso che il feeling sia rimasto intatto fino alla fine.
E poi la novità, non assoluta, ma per Rovereto entrata nella giusta cornice: per ogni gara di mezzofondo le luci (in inglese dette wave-lights!) che accompagnano il ritmo-gara identificato come capace di portare al risultato voluto: primato del meeting, primato italiano, risultato di valore internazionale. Innovazione recente, questa delle cosiddette "lepri elettroniche", che porterà presumibilmente nel giro di pochi anni all'accantonamento delle "lepri fisiche", atleti in carne e ossa chiamati per conto terzi a fare il ritmo desiderato.
Ero scettico su questo sistema delle 'lucine' che viviseziona le gare lunghe e distribuisce il ritmo in modo costante, ma il pubblico edotto e sedotto dal sistema partecipa alla grande, anche la parte di appassionati meno super-competenti ne viene avvinta!
Così è facile capire come stanno andando le gare di corsa lunga e carpire qualche cosa in più, soprattutto - come accaduto a Rovereto - quando il tabellone sistemato a metà del rettilineo d'arrivo ti permette di cogliere al volo molte cose...Per chiudere, Nadia...
Battocletti, seppur incapace di battere Battocletti, quella del record italiano ottenuto qualche giorno prima, in Svizzera, a Bellinzona: la mezzofondista trentina, nonesa di Cavareno, ha dato la scossa ed è tornata sotto i quattro minuti sui 1.500 metri: per lei rimane una curiosità unita ad un po' di rammarico. Attualmente è in grado di essere fra le prime cinque mezzofondiste del mondo: cos'avrebbe combinato a Birmingham, in Inghilterra, ai campionati europei se - dopo aver vinto cinque e diecimila metri - avesse potuto correre anche i 1.500?
Lei con papà Giuliano, suo allenatore, avevano messo in preventivo l'ipotesi della terza gara ai campionati continentali: manca la contro-prova certo, ma in Inghilterra ad agosto le sarebbe stata possibile anche un'altra medaglia?
Se e ma, certo: ho l'impressione che andrebbe tolto il punto interrogativo che chi fa il giornalista, possibilmente, dovrebbe provare a far domande, ma anche talvolta a dare risposte. Una risposta è sicura: Battocletti da medaglie, più d'una, da qui ai Giochi del 2028; quali e di quale colore? Beh, adesso pretendete troppo, amici di StraordiNadia!














