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| 15 settembre | 16:15

Kimi Antonelli ribalta il tifo per la Rossa: sono lontani gli anni di Patrese, oggi si tifa il ''furetto bolognese''

Kimi Antonelli ribalta il tifo per la Rossa: sono lontani gli anni di Patrese, oggi si tifa il furetto bolognese''
DAL BLOG
Di Franco Bragagna - 15 settembre 2026

Kimi Antonelli, atleta italiano dell'anno! Come, è già Capodanno? Come passa in fretta il tempo... Calma, non è ancora San Silvestro e godiamoci ancora questo scampolo d'estate fino al 23 settembre, giorno d'inizio dell'autunno. Ma, fosse oggi, il pilota bolognese sarebbe l'atleta italiano che più ha lasciato il segno nell'anno in corso. Vero che, com'era a scuola ai tempi dei trimestri che adesso son quadrimestri, l'ultimo trimestre era quello decisivo, quello che cambiava decisamente la pagella, maaaa questa è pagella scolastica difficile da modificare.

 

Fra le donne atleta dell'anno, fosse oggi, Federica Brignone per quel che è stata capace di fare al rientro da un infortunio invalidante ai Giochi olimpici invernali di Milano - Cortina; adesso poi Brignone costretta ad un'altra operazione, meno invasiva certo, ma che le rallenterà la ripresa ed i risultati al momento del rientro in gara.

 

Antonelli è Andrea all'anagrafe e anche su carta d'identità e passaporto, ma per tutti o quasi è ... Kimi! Quando al termine della stagione mancano ancora sette oppure otto oppure nove gran premi, Antonelli ha ottantuno punti di vantaggio...Perché tutte queste variabili sul numero delle competizioni ancora da correre? Semplice, per la guerra d'Iran: ad aprile eran previsti il Gran Premio del Qatar a Doha ed il Grand Prix Abu Dhabi appunto nella capitale degli Emirati Arabi Uniti. All'epoca non c'erano margini sulla sicurezza in loco: i recuperi delle due gare son previsti a fine novembre ed a dicembre e pare quasi certo che di sicurezza in quei posti non si potrà parlare. E allora? O non si correranno proprio oppure, almeno nel caso di un gran premio, lo si correrà ad Imola. Sarebbe fantastico per Kimi. Il ventenne è emiliano e festeggiarlo in Romagna sarebbe favoloso, ma sarebbe una favola festeggiarlo ovunque, il titolo. In Romagna perché Imola lo è, in Romagna, anche se è provincia di Bologna, di fatto la stessa di Kimi Antonelli.

 

Il "furetto bolognese" come lo chiama a Radiorai Manuel Codignoni oppure "Harry Potter da Bologna" come lo chiama Leonido Turrini, per tutti Leo, a "Race Anatomy" su Sky, è ormai popolarissimo e ha (quasi) ribaltato il gioco delle parti del tifo del motorsport in Italia. E' diventato un derby emiliano fra Kimi da Bologna e la "rossa" di Maranello, Modena. Com'è lontano il tempo quando, il primo maggio 1983 proprio ad Imola - distante da Padova circa 140 chilometri - il padovano Riccardo Patrese venne fischiato quando passò in testa alla gara sorpassando sì un francese, Patrick Tambay, ma che aveva il merito di pilotare una Ferrari, mentre il veneto aveva il torto di farlo con una Brabham. Ma anche fosse accaduto con un'altra casa italiana poco sarebbe cambiato.

 

Allora Patrese uscì di pista dopo essere passato in testa, lo fece alla Curva delle Acque Minerali e quell'incidente fu accompagnato dal boato festante del pubblico: Riccardo ci rimase malissimo! Oggi dovrebbe non accadere più, si spera nel nome della civiltà sociale! E comunque, Antonelli ha ottantuno punti di vantaggio su George Russell, inglese e compagno di scuderia in Mercedes: negli eventuali nove gran premi ancora in sospeso più la gara-sprint del Grand Prix di Singapore dove il vincitore ottiene otto punti sarà sufficiente che Antonelli faccia una media di almeno otto punti. Il vincitore di ogni prova (gara-sprint esclusa) prende sempre venticinque punti: ne deriva che il ventenne di Bologna è (quasi) sul rettilineo d'arrivo per riportare il titolo mondiale ad un pilota italiano, dopo 73 anni: nel '53 - ultima volta di un italiano - il titolo andò al milanese Alberto Ascari (fu il suo secondo titolo consecutivo), preceduto dalla prima edizione nel 1950 vinta da Giuseppe Farina detto Nino, cugino non troppo lontano di "Pinin"-Farina.

 

Alberto Ascari perse la vita quasi due anni dopo quel titolo, a quasi 37 anni a Monza durante un allenamento: uscì di pista ribaltandosi alla Curva del Platano che poi sarebbe stata ribattezzata Curva o Variante Ascari, in sua memoria.
E dove o lì vicino, più di settantuno anni dopo, un pilota italiano, appunto Kimi Antonelli, avrebbe sorpassato George Russel, su Mercedes come lui, per passare in testa e diventare poi il primo pilota italiano a vincere a Monza, sessant'anni esatti (e due giorni) dopo il marchigiano Ludovico Scarfiotti (su Ferrari), cugino dell'Avvocato, sì di Gianni Agnelli, grazie ai cui buoni uffici (non solo, ovviamente!) Scarfiotti debuttò nelle corse a "ruote scoperte", Formula uno in particolare.

 

 

Oggi c'è chi fa il paragone, per Kimi Antonelli, con gli inizi di carriera di un altro dei motori, Valentino Rossi, formidabile nella comunicazione, vedi fra le altre la riuscita gag sullo sponsor, seminventato, di 'Pollo Osvaldo'. Oppure di un altro bolognese decisamente diverso da lui, Alberto Tomba. Invece, oltre ad un inguaribile buonumore, Kimi ha anche qualcosa di un suo grande amico che viene dalle montagne, Jànnik Sinner. La stessa maturità, anche mai nascosta, nel riconoscere anche il valore degli avversari, di tutti gli avversari: chi altri nel mondo dello sport avrebbe detto "beh, oggi sono stato fortunato, per vincere ho dovuto avere anche tanta pazienza; Lando Norris, lui avrebbe meritato di vincere!"...

 

Chi altri, nel mondo dello sport e non solo, avrebbe mai detto una cosa del genere? Sì, uno: Jànnik Sinner per l'appunto... Beata (e matura) gioventù! 

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