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| 28 nov 2025 | 16:52

Una Santa Messa dedicata all'Avvocatura italiana (con tanto ''d'intesa con Sua Eminenza'') ma il principio di laicità dello Stato è sospeso per Natale?

DAL BLOG
Di Giacomini Alessandro - 28 novembre 2025

Giacomini Alessandro, ha sostenuto, sotto ogni forma, l'indipendenza del pensiero e delle azioni sia dell'uomo sia dello stato nei confronti di qualsiasi chiesa o fede religiosa. Attualmente collabora con MicroMega.

Con stupore, si è diffusa in questi giorni negli studi legali un’email che, per contenuto e mittente, meriterebbe di essere esposta in un'aula di Diritto Costituzionale. La comunicazione, a firma del Presidente del Consiglio Nazionale Forense (CNF), Avv. Francesco Greco, e destinata all'intera Avvocatura italiana, annuncia l'organizzazione di una Santa Messa dedicata alla categoria. Il CNF, l’organo di autogoverno della professione forense, non ha organizzato un momento di auguri laico o una raccolta fondi ma ha promosso un atto di culto solenne, parlando esplicitamente di: "Attività liturgiche in prossimità del Natale".

 

L’evento, previsto in Laterano, è presentato come un'occasione unica di "giubilo e di riconciliazione". ​Ma è la forma, qui, che diventa sostanza e scandalo, l'email che ha raggiunto le caselle di posta di decine di migliaia di avvocati contiene due elementi esplosivi che trasformano la critica in un'accusa istituzionale: l'Intesa col Vicario di Sua Santità, la direttiva specifica che l'iniziativa è stata presa "d’intesa con Sua Eminenza il Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma". E il Sigillo di Stato: la comunicazione porta impresso il Sigillo della Repubblica Italiana.

 

Il Presidente di un ente pubblico non economico, che rappresenta tutti i professionisti della giustizia, credenti e non credenti, cattolici e aderenti ad altre fedi utilizza il placet del massimo rappresentante del Pontefice a Roma e il simbolo dello Stato laico per promuovere un atto di culto confessionale. ​È come se la Repubblica, attraverso il suo sigillo istituzionale, avesse apposto la propria firma sotto un articolo del Messale. E', senza alcun dubbio, un’autentica confusione di poteri e simboli che suona come una grave défaillance costituzionale.

 

​Il dettaglio che fa drizzare i capelli non è l'evento in sé, libero e personale è il credo di ogni cittadino, ma la sua ufficialità, il CNF, d’intesa con Sua Eminenza il Cardinale Baldassare Reina, ha infatti calendarizzato la celebrazione per il 17 dicembre 2025, alle 12:00, presso nientemeno che la Basilica Papale di San Giovanni in Laterano. ​Si parla di "attività liturgiche in prossimità del Natale" e di un’"occasione unica di giubilo e di riconciliazione". Giubilo, forse, per chi si sente rappresentato, ma riconciliazione con cosa, esattamente? Con sé stessi, forse, con il prossimo tuo, magari, speriamo non con l'idea che la laicità dello Stato sia un concetto negoziabile, da archiviare per le festività.

 

​La nostra Costituzione è chiara: l'Italia è uno Stato laico (artt. 2, 3, 7, 8, 19, 20) e la Legge è "uguale per tutti" (art. 3), senza distinzione di religione. ​Ora, ci chiediamo con la stessa ingenuità di un neofita, per mantenere l'equilibrio e l'uguaglianza, quando organizzerà il CNF una Preghiera Comunitaria Islamica per i legali musulmani? O un incontro Meditativo Induista? E magari un rinfresco laico-agnostico-ateo per chi preferisce l'illuminismo alla candela? ​Il silenzio in merito è assordante e rivela il messaggio sottile, ma corrosivo, che viene trasmesso all'intera categoria e, soprattutto, alla cittadinanza in una delle più alte istituzioni della giustizia, una confessione religiosa viene ufficializzata a spese di tutte le altre.

 

​Non siamo più di fronte a una libera scelta del singolo avvocato, ma a una presa di posizione istituzionale che, di fatto, sancisce una gerarchia implicita delle fedi, dove il cattolicesimo è, ancora una volta, la "religione più uguale delle altre''. ​La questione non è mera battaglia ideologica ma al contrario tocca la percezione di imparzialità della giustizia. ​Ora proviamo ad immaginare una scena: un avvocato entra in aula, pronto a difendere il suo assistito, quell'assistito, magari, è un cittadino islamico, un ebreo, o semplicemente un fiero non credente, che vede la sua causa affidata a un sistema di giustizia governato da un organismo che ha un appuntamento ufficiale in Laterano. ​Come si può pretendere che quel cittadino si senta giudicato serenamente, con la piena fiducia che la sua posizione sarà valutata esclusivamente in base al Codice Civile o Penale, e non da un’istituzione che mescola così apertamente Legge dello Stato e Magistero ecclesiastico? ​L'Avvocatura non è una Confraternita, è un Ordine professionale, il suo compito è celebrare la Giustizia Civile, non il Natale liturgico.

 

Sono dei professionisti del Diritto, chiamati a tutelare i diritti di tutti i cittadini, in uno Stato che si fonda sul pluralismo. ​L'email, poi, aggiunge il tocco di geniale involontaria comicità, specificando che la Messa avrà luogo in una delle quattro Basiliche "nelle quali si potrà varcare la Porta Santa prima della chiusura dell’Anno giubilare". Ma l'Avvocatura italiana non dovrebbe preoccuparsi di varcare la Porta della Legge e di tenere ben salda la barra della Costituzione? ​Se il Consiglio Nazionale Forense sentiva l'esigenza di un momento di aggregazione natalizio, esistevano innumerevoli opzioni laiche, ad esempio, un incontro istituzionale di auguri, un convegno sull'etica della professione, o magari un bel pranzo in cui si evita di mescolare gli atti amministrativi con le letture del Messale.

 

​La scelta di optare per la forma più confessionale e istituzionale possibile, coinvolgendo la massima autorità religiosa, non è un semplice scivolone di cortesia, ma è un chiaro campanello d'allarme sulla fragilità della laicità nel nostro Paese, una laicità che sembra essere l'unico principio costituzionale a cui si può rinunciare con disinvoltura. ​Forse, prima di guidare gli avvocati verso la Porta Santa, sarebbe opportuno che il CNF rileggesse con attenzione i primi articoli della Carta Fondamentale. Sarà meno giubilare, ma infinitamente più giusto.

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