Un approccio dinamico e innovativo della musica da camera, ecco il concerto del Brooklyn Rider Quartet

Analisi, recensioni, presentazioni delle grandi opere nella prestigiosa sala della Società Filarmonica di Trento
Dopo il successo dei Vision String Quartet, la Fondazione Filarmonica Trento prosegue la sua Stagione 2025 con un appuntamento imperdibile: il concerto del Brooklyn Rider Quartet, in programma venerdì 4 aprile (Qui per ulteriori informazioni).
L’ensemble statunitense si distingue per il suo approccio dinamico e innovativo alla musica da camera, combinando con maestria il repertorio classico con sonorità contemporanee. Acclamati dalla critica internazionale, i musicisti del Brooklyn Rider hanno conquistato il pubblico grazie a esecuzioni intense e ricche di sfumature, rendendoli una delle formazioni più interessanti del panorama musicale attuale.
Il programma della serata offrirà un viaggio attraverso epoche e stili diversi, mettendo in luce la versatilità e la ricerca artistica che caratterizzano il quartetto. L'interpretazione audace e la capacità di sperimentare con nuove sonorità rendono ogni loro concerto un’esperienza coinvolgente e fuori dagli schemi. Il pubblico avrà l’occasione di assistere a una performance in cui tecnica ed espressività si fondono, dando vita a una narrazione musicale unica e avvincente.
Fondato nel 2006, il Brooklyn Rider Quartet si è affermato come una delle formazioni più innovative della scena musicale contemporanea, collaborando con artisti di rilievo internazionale e proponendo programmi che spaziano dalla tradizione classica alla sperimentazione moderna. Tra i prossimi impegni della formazione spiccano concerti in prestigiose sale da concerto di tutto il mondo, tra cui la Carnegie Hall di New York e la Wigmore Hall di Londra. Il quartetto è inoltre impegnato in numerosi progetti discografici e residenze artistiche, attraverso le quali continua a esplorare nuove frontiere sonore e a coinvolgere il pubblico con esperienze musicali inedite.
La Stagione proseguirà giovedì 17 aprile con l’atteso ritorno dell’orchestra Il Pomo d’Oro, ensemble di fama mondiale specializzato nel repertorio barocco. Insieme a loro, sul palco la violoncellista Anastasia Kobekina, artista apprezzata per il suo stile raffinato e la straordinaria sensibilità interpretativa. Classe 1994, Kobekina ha studiato nei più prestigiosi conservatori europei, tra cui la Kronberg Academy e il Conservatorio di Parigi, affermandosi rapidamente tra i migliori talenti della sua generazione. L’esecuzione filologica e l’energia interpretativa dei musicisti renderanno omaggio alla grande tradizione della musica antica, offrendo al pubblico un’immersione nella bellezza del repertorio barocco.
I biglietti, con prezzi variabili tra 10 e 23 euro, sono disponibili alla Fondazione Filarmonica Trento (Via Verdi, 30) e online.
Note al programma di Alessandro Arnoldo
Il Quartetto n. 19 KV 465 di Mozart è conosciuto come “Dissonanze” per l’inaspettata introduzione nell’Adagio, di un passaggio audace che sfida le convenzioni armoniche del XVIII secolo. Questo inizio oscuro e inquieto si dissolve in un Allegro brillante e strutturato, che esemplifica la maestria contrappuntistica di Mozart. L’Andante cantabile offre un momento di intimità melodica, seguito da un Menuetto che gioca con accenti irregolari. Il Finale è un trionfo di leggerezza e ingegno, con temi che si intrecciano in un dialogo vivace e perfettamente bilanciato.
Purcell, uno dei massimi compositori del Barocco inglese, sperimenta con la forma nella sua Fantasia “Upon One Note”, in cui una singola nota tenuta costantemente funge da perno attorno al quale si sviluppano intricate linee contrappuntistiche. Il brano, scritto nel 1680, mostra l’abilità di Purcell nel creare tensione e movimento attraverso la scrittura polifonica, risultando sorprendentemente moderno.
Betsy Jolas, compositrice franco-americana, propone con il Quatuor III dai 9 Etudes un’esplorazione delle possibilità espressive del quartetto d’archi. La sua scrittura sperimentale si caratterizza per frammenti melodici in continuo mutamento, effetti timbrici inaspettati e un dialogo costantemente sfuggente tra gli strumenti. Il risultato è un brano in cui il senso di continuità viene costantemente messo alla prova, dando vita a un’esperienza d’ascolto densa e imprevedibile.
Con Solfeggio, Pärt applica il suo stile minimalista per creare un brano di apparente semplicità, basato su progressioni e sospensioni delicate. Questa pagina esprime la ricerca di purezza sonora tipica del compositore estone, evocando un’atmosfera quasi liturgica in cui ogni nota assume un significato profondo. L’uso di linee vocali trascritte per archi rafforza l’impressione di un canto senza tempo.
Il Quartetto n. 1 di Brahms è un’opera di grande intensità drammatica. Il primo movimento si sviluppa con energia e tensione, mentre la Romanza offre un momento di quiete lirica, con melodie dolci e avvolgenti. Lo Scherzo è permeato da un senso di inquietudine e sottile malinconia, mentre il Finale, ricco di contrasti dinamici e spunti tematici serrati, si chiude con una risoluzione potente e appassionata.
Dalla classicità innovativa di Mozart alle suggestioni mistiche di Pärt, fino alle sperimentazioni di Jolas e al pathos romantico di Brahms, ogni brano offre una prospettiva unica sulla continua evoluzione espressiva del quartetto d’archi.












