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| 08 aprile | 13:40

Un ensemble tra i più raffinati della scena cameristica internazionale: il Quartetto Gringolts con la violinista Lilli Maijala

DAL BLOG

Analisi, recensioni, presentazioni delle grandi opere nella prestigiosa sala della Società Filarmonica di Trento

Nel cuore della Stagione dei Concerti 2026, la Fondazione Filarmonica accoglie uno degli ensemble più raffinati della scena cameristica internazionale: il Quartetto Gringolts, protagonista di una serata interamente dedicata ai quintetti per archi di Johannes Brahms, affiancato dalla violista Lilli Maijala (Qui info).

 

Definito dalla critica “capace di farti trattenere il respiro per profondità introspettiva”, il Quartetto Gringolts è oggi una delle formazioni più autorevoli della musica da camera europea. L'evento è in programma alle 20 di venerdì 10 aprile.

 

Fondato a Zurigo nel 2008 dal violinista Ilya Gringolts, vincitore del Premio Paganini e musicista formatosi anche alla Juilliard School con Itzhak Perlman, il quartetto nasce dall’incontro di quattro personalità artistiche provenienti da tradizioni e percorsi diversi, unite da una visione comune del suono e della forma. Questa pluralità di esperienze si riflette in un’identità musicale fortemente riconoscibile: un equilibrio raro tra rigore strutturale e libertà espressiva, una cura minuziosa del dettaglio timbrico e una capacità di costruire architetture sonore ampie e trasparenti.

 

Nel corso degli anni, il quartetto si è affermato nelle principali sale e festival internazionali – dalla Filarmonica di San Pietroburgo al Festival di Salisburgo, dalla Wigmore Hall al Lucerne Festival – collaborando con artisti di primo piano e distinguendosi per interpretazioni che coniugano profondità analitica e intensità emotiva. Accanto al repertorio classico e romantico, il Gringolts Quartet ha sviluppato un forte impegno verso la musica del Novecento e contemporanea, con progetti dedicati, tra gli altri, a Schönberg e ai compositori del nostro tempo, confermando una vocazione a esplorare il quartetto d’archi come spazio vivo, in continua trasformazione.

 

Accanto a loro, la violista finlandese Lilli Maijala, interprete di riferimento nel repertorio cameristico e sinfonico, presenza costante nelle principali sale europee e protagonista di collaborazioni con orchestre e direttori di primo piano.

 

Il loro incontro nasce da una visione condivisa del suono e della forma, che trova nei quintetti brahmsiani un terreno di particolare intensità espressiva. Il programma propone infatti i due Quintetti per archi op. 88 e op. 111, pagine che rappresentano uno dei vertici della scrittura cameristica ottocentesca: un universo sonoro in cui la densità timbrica si unisce a una straordinaria ricchezza di invenzione, tra slancio lirico, tensione strutturale e un costante equilibrio fra intimità e apertura sinfonica. Un percorso compatto e immersivo, affidato a interpreti capaci di restituirne ogni sfumatura con profondità e chiarezza.

 

"Il Quartetto Gringolts è un esempio raro di coerenza artistica e maturità interpretativa", commenta Alessandro Arnoldo, direttore artistico della Fondazione Filarmonica di Trento. "Il loro lavoro sul repertorio brahmsiano, condiviso con una musicista come Lilli Maijala, restituisce tutta la complessità e la bellezza di queste pagine, trasformando il concerto in un’esperienza di ascolto intensa e coinvolgente".

 

La Stagione proseguirà giovedì 16 aprile con il Connaught Brass, tra i più brillanti ensemble di ottoni della nuova generazione, affiancato dall’organista William Fielding in un programma che attraversa epoche e linguaggi diversi, dal repertorio rinascimentale alle riletture contemporanee, in un dialogo sonoro di grande impatto e originalità.

 

Procede anche il ricco e variegato calendario di Filarmonica Extra, che affianca alla programmazione principale una proposta aperta a linguaggi e pubblici diversi: tra i prossimi appuntamenti, Filarmonica Casual presenta Trento 2076: un canto per il futuro, un’esperienza partecipativa, ideata per la Fondazione Filarmonica da Albert Hera, che intreccia voce, improvvisazione e immaginazione collettiva, accanto a progetti come Le Scat Noir, il Coro della Sosat, l’anteprima di un nuovo documentario pronto per SkyArte, Musica in Platea e molte altre iniziative pensate per vivere la musica in modo trasversale e condiviso.

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